Formula 1 annullata, l’autodromo: «Giorno triste, ma come avremmo potuto gestire 160mila persone?»

Il direttore Pietro Benvenuti: «Ci sarebbero stati enormi problemi di logistica. Strade allagate, autostrade bloccate, i treni non viaggiano. Per non parlare dei parcheggi inagibili».

«È un giorno triste» il commento, a caldo, del direttore dell’autodromo Pietro Benvenuti, «ma la decisione di annullare il Gran Premio è giusta e doverosa». Una decisione, conferma Benvenuti, «presa rapidamente, in poco più di un’ora, e condivisa da tutti: dai ministri al sindaco Panieri, dal presidente della Regione Bonaccini alla Fia e a Liberty Media, Stefano (Domenicali, ndr) in testa».

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Troppo presto per capire se, come dichiarato da Sticchi Damiani, si recupererà nel 2026: «Sarà un qualcosa che definiremo nelle prossime settimane. Ora la priorità è garantire la sicurezza di tutti, consentire ai team e alle persone che lavorano qui di poter rientrare in autodromo, sistemarsi e ripartire».

Anche se il Gran Premio fosse stato confermato, riprende il direttore del circuito, «ci sarebbero stati enormi problemi di logistica. Le strade sono allagate, le autostrade bloccate, i treni non viaggiano. Abbiamo commissari e personale che provengono anche da fuori città. Molti tecnici e ispettori Fia dormono tra Faenza e altre località colpite ancora più di noi». Per non parlare dei parcheggi, «di fatto inagibili. Come avremmo gestito 160mila persone? E come avrebbero potuto anche solo raggiungere Imola?». 

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