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Grande emozione e tante persone in piazza Trisi per la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Lugo. La visita del capo dello Stato ad alcune delle zone della Romagna colpite dall’alluvione ha fatto tappa nel pomeriggio davanti al Pavaglione e al teatro Rossini, invaso dalle acque durante l’emergenza. Tante le persone che hanno voluto stringere la mano al presidente, che ha ascoltato le testimonianze del sindaco Davide Ranalli e del titolare della libreria Alfabeta, Massimo Bergondini, che ha visto la sua attività distrutta dall’acqua.
«Le condizioni climatiche sono sempre più preoccupanti, e il nostro Paese dovrà preoccuparsi di organizzare delle difese preventive per fenomeni di questo genere, più di quanto non sia avvenuto fin qui – le parole del presidente durante il discorso a Ravenna, dove Mattarella si è recato prima di raggiungere Lugo e Faenza -. Vi è una quantità di comportamenti che dovrei rammentare per ringraziarvi. Anche quello di avere non soltanto consentito ma collaborato acché le acque invadessero i propri territori e le proprie aziende per salvare la città. È una straordinaria dimostrazione di solidarietà. Ma è tutto il complesso di quel che si è fatto, dell’azione posta in campo che è stata svolta all’insegna della solidarietà, della generosa attenzione alle esigenze degli altri. Naturalmente il lavoro non è finito. Perché, a questo punto, superata la fase di immediata emergenza, continua ininterrotta l’azione di rilancio e di ripresa del territorio. Questo è un territorio per il nostro Paese di grande importanza».
Un pensiero di vicinanza poi a chi ha, in questo momento, la propria abitazione devastata o ancora invasa dall’acqua e ai luoghi di lavoro – commerciali, agricoli, professionali, industriali – che sono inagibili. «Tutto questo richiede un grande sforzo. Ma in questo Ravenna e tutta la Romagna non saranno soli – promette il presidente -. Vi sarà una costante e non momentanea attenzione, ininterrotta, da parte delle pubbliche istituzioni nazionali. E anch’io parteciperò a questa attenzione piena, costante che, a fari spenti, a riflettori appannati, dopo l’emergenza che ha occupato le pagine dei giornali e delle tv, continui con la medesima attenzione. Ma intanto il mio sentimento oggi, incontrandovi, è di ringraziarvi. È stata una grande testimonianza di senso civico, di senso di solidarietà, di generosità, di impegno. Anche oltre ai doveri di istituto, è stato il frutto di una concezione di cittadinanza piena che avete espresso».


 

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