Alessandro Galli, il ricordo di Tamburini: «Lugo nel Totocalcio, per la gente di allora era un traguardo enorme»

«Mi chiamò dicendo di aver bisogno di me come team manager. Un po’ stupito ammisi di non saper di cosa si trattasse e lui rispose "neanche io, ma ce l’hanno tutti e serve anche a noi"»

Alessandro Galli

«Una persona sanguigna, che però ha sempre interpretato il calcio in una maniera bella, buona». Trasudano affetto le parole di Doriano Tamburini, storico vice di Alberto Zaccheroni, mentre ricorda la figura di Alessandro Galli, il presidente che tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta condusse il Baracca Lugo in C1.
Galli si è spento nella notte tra il 22 e il 23 febbraio, all’età di 83 anni. «Per la gente di allora – ricorda -, anche entrare nella schedina del Totocalcio era un enorme traguardo». Proprio Tamburini e Zaccheroni furono impegnati in quelle due stagioni (1990-1991 e 1991-1992) nella terza serie nazionale, concluse con la retrocessione in C2. «Mi ero allontanato dal club e con Galli non mi ero lasciato nel migliore dei modi – racconta Tamburini -. Nonostante questo qualche anno dopo mi telefonò, dicendomi di aver bisogno di me come team manager. Un po’ stupito ammisi di non saper di cosa si trattasse e lui, in confidenza, mi rispose “neanche io, ma ce l’hanno tutti e serve anche a noi”».
Una persona d’altri tempi Galli: forte temperamento ma anche sincerità e schiettezza. L’anima di una cavalcata che rimarrà negli annali, una parabola da antologia che portò il club di una città di soli 30 mila abitanti ad assaporare il calcio professionistico. Un’avventura per la quale la comunità lughese ancora ringrazia.


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