Il lughese Fabio Dalmonte e le barriere che catturano plastica e proteggono il mare

La startup dell'ingegnere ha brevettato il sistema delle Blue Barriers: «I test hanno dato risultati molto incoraggianti»

come recuperare la plastica che arriva al mare? A far luce sul tema è il lughese Fabio Dalmonte, ingegnere specializzato nella gestione dei rifiuti e socio fondatore di Seads (Sea Defense Solutions), startup innovativa con sede a Londra e vari progetti nel mondo. «Si stima che circa l’80% della plastica giunga al mare attraverso i fiumi: è lì che bisogna intervenire – spiega Dalmonte -. Seads detiene il brevetto di Blue Barriers, una tecnologia innovativa che, installata sui corsi d’acqua, può fare la differenza».

Dalmonte, che cosa sono le Blue Barriers?
Si tratta di barriere galleggianti, pensate specificamente per intercettare e fermare le plastiche nei fiumi. Nei corsi d’acqua vengono trasportate grandi quantità di plastica: le barriere, una volta montate sugli argini dei fiumi, generano un flusso che spinge i rifiuti di platica verso l’argine, intrappolandoli in una griglia. A quel punto, basta passare a raccoglierli a cadenza regolare e introdurli nel ciclo della differenziata. Le barriere affondano nell’acqua fino a 90 centimetri, così da intercettare anche le platiche che vengono trasportate sotto il pelo dell’acqua. I test hanno dato risultati molto incoraggianti.

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