Imola, il pre-triage dalla tenda al pronto soccorso: lunedì via ai lavori in ospedale

L'Ausl: «Rimodulati spazi di accettazione pazienti, con un "doppio accesso" per consentire la separazione per pazienti infetti o sospetti»

L'ospedale Santa Maria della Scaletta

Con l’inizio della prossima settimana prenderanno il via i lavori per la riorganizzazione del dipartimento emergenza e accettazione (Dea) del Santa Maria della Scaletta di Imola. Si partirà con l’intervento sul secondo piano del Dea che prevede la completa ristrutturazione ed adeguamento impiantistico dei 4 box di terapia intensiva coronarica, per poter garantire il massimo isolamento dei pazienti, con un’area filtro ed un impianto in grado di modulare singolarmente la pressione in base alle esigenze dei pazienti. I lavori dureranno 3 mesi.
Lavori in programma anche al pronto soccorso «con la rimodulazione degli spazi di accettazione e accoglienza dei pazienti, la realizzazione di un doppio accesso per consentire la separazione per pazienti infetti o sospetti e la creazione di due posti letti isolati nell’area di osservazione breve intensiva» illustra l’Ausl Imola.
L’obiettivo è chiaro: realizzare nel pronto soccorso percorsi ed aree separate per pazienti potenzialmente infetti Covid o contagiosi in attesa di diagnosi, un pre-triage “interno” che da più di un anno a questa parte viene svolto dalla tenda posta nel parcheggio, quindi all’esterno del pronto soccorso.
Oltre a questi due interventi, l’Ausl realizzerà 4 posti di terapia semi-intensiva che saranno realizzati al terzo piano, nel reparto di Medicina d’urgenza. «I lavori riguarderanno 4 camere che garantiranno, al bisogno, il totale isolamento, con impianto d’aria con filtrazione assoluta dedicato. Chiaramente le stanze potranno essere normalmente utilizzate per 2 posti letto in caso di pazienti non contagiosi, ma potranno ospitare anche pazienti infetti con un livello di isolamento e sicurezza massimo».
L’importo complessivo dei lavori, finanziati con fondi gestiti dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e dalla Regione Emilia Romagna e che termineranno nel prossimo autunno, è di 1milione e 380mila euro.