Tossignano si illumina con un appuntamento parte della tradizione della frazione. Sabato 6 dicembre si accenderà il Falò di San Nicolò, un’antica ricorrenza con origini che si perdono nei secoli. Le prime testimonianze documentate risalgono addirittura al 1676, quando sono stati trovati documenti attestanti l’acquisto di cera da parte dei bambini “per baiocchi cinque per calo di cera”.
La celebrazione è legata alla figura di San Nicola di Bari, protettore degli scolari. La sua festa, per il profondo legame che il santo ebbe con i fanciulli, viene considerata un gioioso anticipo del Natale, particolarmente sentita in Europa Occidentale. Verso la fine dell’Ottocento e fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, la festa assunse un carattere prettamente scolastico-religioso: la sera del 6 dicembre tutti gli scolari del paese si recavano nella chiesa di San Girolamo per una funzione religiosa e, uscendo in processione con i ceri accesi, appiccavano fuoco ad una grossa catasta formata di sterpaglie, ginestre e potature, collocata in mezzo alla piazza centrale. I bambini si rincorrevano festosi attorno al fuoco, mentre le anziane riempivano scaldini e scaldaletti di brace e cenere che poi sarebbero stati utilizzati per portare un po’ di tepore nei letti delle case.
Oggi la tradizione continua con alcune evoluzioni: il falò viene ora allestito nei pressi della quercia scolpita di Tossignano. Nelle giornate che precedono la festa, i membri della Pro Loco di Tossignano, con la collaborazione di paesani volenterosi, si dedicano a raccogliere sterpi, ginepri, legna e potature per formare la grande catasta che viene accesa dai bambini del paese. Il rogo, carico di significati simbolici, continua a bruciare per tutta la notte. Il ritrovo è alle 19, mentre alle 19.30 è in programma la benedizione agli studenti nella chiesa di San Girolamo. Il Comitato Festa della Polenta preparerà polenta al ragù, piadina, caldarroste e vin brulé.
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