Prosegue la rubrica Un’Arma in più, nata dalla collaborazione tra Il Nuovo Diario Messaggero, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Bologna e la Compagnia Carabinieri di Imola. Il maggiore Domenico Lavigna, comandante della Compagnia di Imola, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ci spiega i principali reati e come comportarsi in caso di violenza di genere.
Atti persecutori, maltrattamenti, violenza sessuale, revenge porn. Potete esserne certi: anche in questi casi possiamo aiutarvi! Purtroppo, questi sono fenomeni frequenti e molto gravi, per i quali è stata introdotta un’apposita normativa chiamata “Codice Rosso”, che consente di adottare più celermente i provvedimenti di protezione della vittima di queste condotte e di tutte quelle previste da questa normativa.
Prima di analizzare alcuni campanelli d’allarme e i reati relativi alla violenza di genere, sappi che l’Arma dei Carabinieri ha ideato il Violenzametro, uno strumento di test elaborato dal Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Roma, per rilevare i segnali del livello di violenza subita. Contiene consigli utili per chiedere supporto e aiuto in base al livello di violenza riscontrata. È uno strumento a libero accesso, pensato per chi si trova a dover affrontare paure e insicurezze che non permettono di riconoscere i campanelli di allarme e a chi rivolgersi. Lo trovi a questo link: https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/codice-rosso.
ATTI PERSECUTORI
Gli atti persecutori sono pedinamenti, visite indesiderate, ripetute chiamate e messaggi, invio frequente di regali non graditi e furto di dati personali tramite falsi profili social, ma anche minacce a persone care e danneggiamenti di beni. Lo stalker è spesso un ex partner, che reagisce a una relazione interrotta, ma può essere chiunque, animato ad esempio dall’intento di vendicarsi di qualcosa. Denuncia se queste azioni ti causano ansia, paura, destabilizzano la tua serenità, alterano le tue abitudini di vita, oppure se temi per la tua sicurezza o quella dei tuoi cari. Tieni sempre traccia degli eventi e salva i messaggi ricevuti come prova; in caso di emergenza, chiama il Numero Unico di Emergenza 112. Per supporto, contatta il 1522, numero gratuito e anonimo. Associazioni, centri antiviolenza, pronto soccorso (“codice rosa”) e anche i servizi sociali del tuo Comune possono offrire ulteriore assistenza.
MALTRATTAMENTI
I maltrattamenti contro familiari e conviventi consistono in atti abituali di prevaricazione e oppressione, spesso all’interno del nucleo familiare, che causano sofferenze fisiche e/o psicologiche. Le condotte più ricorrenti consistono in insulti, minacce, litigi violenti, umiliazioni in pubblico, isolamento sociale, controllo economico, violenza sessuale. Non fidarti dei cambiamenti promessi da un partner violento; pensa al tuo bene e a quello delle persone a te care: denuncia, recati in ospedale dove sono attivi percorsi dedicati a chi ha subìto violenza e, in caso di emergenza, chiama il Numero Unico d’Emergenza 112
VIOLENZA SESSUALE
La violenza sessuale non è solo un rapporto non consenziente. Si configura nel momento in cui viene meno il consenso, anche originariamente prestato, per qualsiasi contatto intimo. Baci, palpeggiamenti, mostrare filmati pornografici a un minore sono tutte condotte che rientrano nel reato di violenza sessuale. Se hai subito contatti inappropriati su un mezzo pubblico o in un luogo affollato, ti sei sentita a disagio per il contatto fisico di un insegnante o allenatore, una persona (anche il tuo partner) ti ha costretto a un rapporto sessuale, è importante segnalare l’accaduto e chiedere aiuto. Puoi farlo chiamando il Numero Unico di Emergenza 1-1-2 per interventi di emergenza o il 1522 (attivo 24 ore su 24) per assistenza anonima e multilingue. Ricordati che i presidi ospedalieri offrono accoglienza e assistenza prioritaria alle vittime di violenza, mentre associazioni sul territorio possono aiutarti a trovare il sostegno di cui hai bisogno.
REVENGE PORN
Il revenge porn è la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza che ne sia stato dato il consenso da parte di chi vi appare. Anche se questi video e immagini sono stati inviati consenzientemente. Solitamente chi è vittima di revenge porn subisce azioni poste in essere dall’ex partner per vendetta, dopo la fine di una relazione, o con lo scopo di estorcere denaro (sex extortion). Se sei vittima di revenge porn, segnala subito alle Forze dell’Ordine i fatti che ti riguardano, fai degli screenshot e salvali e recati nella caserma più vicina dei Carabinieri o a un ufficio di polizia per presentare querela. Puoi anche rivolgerti all’Associazione permessonegato.it e al Garante della Privacy.
Non avere timore o vergogna di denunciare questi reati, i carabinieri e le forze dell’ordine sono qui per aiutarti e sostenerti. Noi ci siamo!
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