Si è aperto in Regione il confronto sul futuro della Enertronica Santerno di Castel Guelfo, dopo l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale dell’azienda. Una decisione che, secondo i sindacati, «mette a rischio la continuità produttiva e il futuro dei 105 lavoratori dello stabilimento».
Nella giornata di ieri (17 novembre) si è riunito il Tavolo convocato dalla Città Metropolitana di Bologna per affrontare la crisi alla presenza di sindacati, RSU, curatori fallimentari e rappresentanti istituzionali locali e regionali. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i curatori Gianluca Mattioli e Renato Santini, il consulente Andrea Monti, il capo di gabinetto metropolitano Stefano Mazzetti, il rappresentante regionale Roberto Ferrari, il sindaco di Castel Guelfo Claudio Franceschi e il presidente del Circondario imolese Marco Panieri.
«Durante il confronto, i curatori hanno confermato l’attivazione dell’esercizio provvisorio, indispensabile per mantenere attive commesse e interesse sul mercato – spiegano Fim, Fiom e Uilm del circondario imolese -. Restano però critiche le forniture, compromesse dagli insoluti accumulati, e serviranno interventi rapidi per evitare stop produttivi. Sono inoltre già pervenute diverse manifestazioni di interesse, ora in fase di valutazione. Illustrati anche i prossimi passaggi previsti dal Codice della crisi: ricognizione dei creditori, mappatura delle commesse e analisi delle eventuali proposte industriali».
I sindacati hanno chiesto la tutela dei posti di lavoro, un monitoraggio costante da parte delle istituzioni e il riconoscimento del valore professionale dei dipendenti: «Una scatola vuota non interessa a nessuno», ribadendo «la necessità di individuare una soluzione industriale credibile in grado di salvaguardare l’intera forza lavoro».
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