Dalla diversità la ricchezza, il dono dei sacerdoti stranieri per la nostra Diocesi: fra Anselme Baudouin

Una rubrica per raccontare le storie di sacerdoti e religiosi che svolgono la loro azione pastorale in diocesi. In edicola l'intervista al religioso originario della Repubblica Centrafricana, in servizio al convento dei cappuccini di Imola

Ad aprile un centinaio di sacerdoti stranieri, risiedenti in Emilia Romagna, si sono dati appuntamento al convento dei frati cappuccini di Imola per una giornata di dialogo e confronto. Da quella giornata era emersa una sostanziale certezza: il servizio dei sacerdoti fidei donum nelle nostre parrocchie è una ricchezza di cui ciascuno deve essere consapevole.
Da quell’invito, allora, vogliamo ripartire per raccontare le storie di sacerdoti e religiosi stranieri che si sono stabiliti ormai da tempo nelle comunità della diocesi di Imola.
In questa prima puntata, abbiamo intervistato fra Anselme Baudouin Bonguela Mbango, sacerdote originario della Repubblica Centrafricana, in Italia dal 2020, che svolge l’attività di collaboratore delle missioni e confessore nel convento dei cappuccini di Imola. Nato nel 1987 a Bouar, sesto di dieci figli di una famiglia di coltivatori e di insegnanti, la sua vocazione missionaria è iniziata a dieci anni in parrocchia, dove il parroco – un missionario cappuccino genovese quasi novantenne – gli presentò san Francesco: «Mi piacque subito, tanto che chiesi di poter entrare in seminario».
Trovate l’intervista nel numero del nostro settimanale dell’11 luglio, disponibile in edicola e in edizione digitale arricchita!
Ora è possibile acquistare anche la copia digitale (in formato pdf) del giornale dal nostro sito di e-commerce:
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