Progetto ferrovia, anche Confagricoltura contraria: «Il territorio sarebbe danneggiato»

Il presidente Venturi: «Siamo per potenziare la rete ferroviaria, ma vi sono altre possibilità senza danneggiare la nostra terra»

Nella mappa, le tre alternative in campo per realizzare il quadruplicamento della linea ferroviaria. Il progetto prevede la cantierizzazione nel 2026 e l'entrata in servizio della linea nel 2033

«Inutile nascondersi: la proposta di ampliare la linea ferroviaria che da Bologna porta a Castel Bolognese, presentata nei recenti dibattiti pubblici, con la creazione di una nuova struttura alta fino a 18 metri rappresenta un vero e proprio ecomostro sulla nostra pianura». Sono le parole di Davide Venturi, da pochi giorni eletto presidente di Confagricoltura Bologna, sul progetto per l’ampliamento della ferrovia tra Bologna e Castel Bolognese.
«Ad essere danneggiato in maniera irrimediabile sarebbe l’intero territorio interessato, a partire dalle attività agricole che sono già state interessate dall’allargamento dell’Autostrada A14 con l’aggiunta della quarta corsia – prosegue Venturi in una nota -. Siamo totalmente contrari a quanto ci è stato presentato e ci batteremo in tutte le sedi contro questa proposta».
Un’ulteriore posizione contraria alla proposta presentata da Rete Ferroviaria Italia (RFI) in merito al potenziamento Alta velocità e Alta Capacità della tratta Bologna-Castel Bolognese.

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Confagricoltura Bologna condivide quindi «le forti perplessità già evidenziate dalla Città Metropolitana e dal Nuovo Circondario Imolese, così come dalla maggior parte dei sindaci e dei candidati sindaci del territorio che recentemente abbiamo incontrato – sottolinea Venturi -. Siamo tutti d’accordo che sia necessario potenziare una tratta ferroviaria importante per la viabilità ma vi sono altre possibilità di riuscita senza danneggiare in questo modo la nostra terra. Mi riferisco ad esempio alla prima ipotesi progettuale che prevedeva un allargamento dell’attuale rete ferroviaria».
Nei giorni scorsi anche la Coldiretti di Bologna e della zona di Imola aveva espresso la propria preoccupazione in merito al progetto.


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