Le Cucitrici di Voltana tornano con tre nuovi alberi di Natale

Martedì 12 dicembre, la festa per l'accensione delle luci assieme ai bambini della scuola primaria che canteranno alcune canzoni di Natale

Tre alberi di Natale e uno striscione di auguri, rigorosamente fatti a mano, cuciti all’uncinetto un punto alla volta e sostenuti da scheletri di metallo forgiato da fabbri volontari. È questo il progetto che le Cucitrici di Voltana propongono quest’anno in occasione delle feste natalizie, rinnovando il loro impegno annuale di decorare la frazione lughese. «Quello che vedrete è il lavoro di un intero anno – racconta Ombretta Toschi, volontaria delle Cucitrici -. Come sempre abbiamo cercato di utilizzare solamente prodotti di scarto, che ci sono stati donati per il progetto. È stato fondamentale anche l’aiuto di alcuni fabbri, che hanno deciso di realizzare tutte le strutture che sosterranno i nostri alberi e ci daranno una mano con l’installazione il giorno dell’accensione delle luci. Il primo albero, alto sei metri, sarà posizionato in via Fiumazzo nel piazzale antistante la chiesa. I due nuovi arrivati, entrambi alti due metri e mezzo, invece saranno uno all’ingresso di Voltana e l’altro vicino al passaggio a livello, nella zona della vecchia pesa».

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Per mostrare ai cittadini e ai curiosi questi speciali addobbi natalizi, martedì 12 dicembre, verrà organizzata una festa in collaborazione con varie realtà del paese. «Prima dell’accensione delle luci i bambini della scuola primaria Enrico Fermi si esibiranno cantando alcune canzoni di Natale. Questo momento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la scuola di musica Do Re Mi, che durante l’anno ha svolto dei laboratori assieme agli studenti per preparare questa esibizione. Alle 18, quando sarà buio, accenderemo insieme le luci dei nostri alberi e poi concluderemo la serata con un rinfresco a cura del centro sociale Ca’ Vecchia».

Gli obiettivi delle Cucitrici però non si limitano al periodo natalizio: «Volgiamo raggiungere anche ragazze e ragazzi giovani e magari coinvolgerli nel progetto. Per farlo ci piacerebbe riuscire ad organizzare dei corsi di cucito in modo da far conoscere a più persone il nostro lavoro. Ad ogni modo, a febbraio saremo già al lavoro per il prossimo anno».

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