Medicina e innovazione, tra i progetti sostenuti dalla Regione anche quelli di Cefla e Maria Cecilia Hospital

I progetti: un'innovativa diagnostica per immagini e controllo da remoto per i pazienti diabetici, per un totale di 45 nuove assunzioni

Ci sono anche quelli di Cefla e dal Maria Cecilia Hospital di Cotignola tra i progetti che saranno sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito di investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione.
«Il provvedimento, approvato dalla giunta regionale nell’ultima seduta, ratifica l’esito del bando sull’attrattività previsto dalla Legge regionale 14, e darà vita ad accordi regionali di insediamento e sviluppo delle imprese che abbiano scelto l’Emilia-Romagna per incrementare le proprie strategie di sviluppo, prevedendo piani di assunzione ai cui sono vincolati gli stanziamenti regionali» spiegano da via Aldo Moro.
Complessivamente, la Regione riconosce per i 13 progetti finanziati un contributo di 13,3 milioni di euro. Risorse che andranno a generare investimenti per 32,3 milioni di euro, con l’assunzione prevista di 283 nuovi occupati, di cui 109 laureati su tutto il territorio regionale.
Nello specifico il progetto proposto da Cefla riguarda la piattaforma DigiHealth, dedicata alla nuova generazione di healthcare digitale: strumentazioni che saranno in grado, attraverso programmi per la diagnostica per immagini, di integrare immagini provenienti da diversi macchinari clinici in un’unica immagine digitale densa di informazioni applicata principalmente in ambito dento-maxillo-facciale. Il contributo della Regione per questo progetto (3 milioni 375 mila euro) coprirà all’incirca la metà del costo del progetto che prevede 25 nuove assunzioni.
Il progetto di Maria Cecilia Hospital riguarda la valutazione integrata e personalizzata del rischio di complicanze neuro-ischemiche nel diabete. Obiettivo generale del progetto si concretizza nello sviluppo di una piattaforma altamente innovativa per l’identificazione del rischio e il monitoraggio continuo da remoto del paziente diabetico per il salvataggio dell’arto, mediante l’identificazione precoce dell’insorgenza di fenomeni infiammatori e ischemici e la prevenzione di lesioni. Il progetto ha ricevuto dalla Regione un contributo di 964 mila euro e prevede 20 nuove assunzioni.

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