Siccità, da fiumi e canali «già recuperati oltre 70 kg di pesci»

Cavedani, barbi, qualche piccola carpa: per i volontari della Società Pescatori Valsanterno più di una decina di interventi da giugno

A soffrire per l’anomala siccità di quest’estate sono anche fiumi e corsi d’acqua e quindi anche i loro abitanti: i pesci. Andrea Bordini, responsabile della Società Pescatori Valsanterno, si è posto l’obbiettivo di salvarne il più possibile: «Sono sei anni che esiste la società ma quest’anno la situazione è molto grave, siamo tenuti a intervenire più frequentemente». La maggior parte delle operazioni sono state svolte nel canale dei Mulini, da Bubano passando per Imola fino a Codrignano: «L’ente del canale ci avvisa e noi interveniamo – spiega Bordini -, abbiamo già recuperato tra i 70 e gli 80 kg di pesci». Cavedani, barbi, lasche, qualche carpa. I pescatori volontari utilizzano la tecnica dell’elettro-pesca, consiste nel dare una piccola scarica elettrica che stordisce i pesci per pochi secondi, così vengono catturati senza sofferenze. «Gli animali vengono disposti in vasche raffreddate e ossigenate, per mantenere la loro incolumità – precisa Bordini – successivamente vengono portati e liberati nel fiume Santerno nelle zone di Borgo Tossignano e Fontanelice. Siamo già intervenuti più di una decina di volte da giugno». Interventi concordati con la Regione e con gli enti preposti, in collaborazione con la polizia provinciale. Buoni i risultati finora, ma sono ancora tanti i pesci da salvare: «Invito tutti a partecipare: se fossimo anche solo in una dozzina gli interventi sarebbero molto più consistenti. Dopotutto, l’unione fa la forza» conclude Bordini.


Federico Lama
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