Fabio Cappai, la famiglia: «Non ha nemmeno avuto il modo di difendersi»

In un comunicato inviato dall'avvocata Mascherini, la famiglia esclude «che Fabio abbia partecipato attivamente a qualsivoglia colluttazione». La difesa: «I processi si fanno in tribunale»

«Fabio è stato brutalmente ucciso senza nemmeno avere il tempo e il modo di difendersi». Con un breve comunicato inoltrato nel pomeriggio di oggi dall’avvocata Daniela Mascherini la famiglia di Fabio Cappai, il 23enne ucciso a coltellate a Castel del Rio, rompe il silenzio.
«La famiglia desidera precisare che dagli elementi in proprio possesso è dato escludere, nel modo più assoluto, che Fabio abbia partecipato attivamente a qualsivoglia colluttazione» si legge nel comunicato. «In riferimento alle dichiarazioni rilasciate dalla difesa dell’imputato si rileva che, allo stato, sulla base di quanto risulta alla famiglia, l’indagato non starebbe affatto contribuendo ad una piena ricostruzione dei fatti per come effettivamente accaduti – scrive l’avvocata -. Non è in discussione la libertà dell’indagato di difendersi come meglio crede».
A tal proposito, da noi contattato, l’avvocato imolese Alberto Padovani, difensore del 16enne reo confesso, commenta: «Non ho nulla da dichiarare. A differenza di chi scrive (il comunicato, ndr), ritengo che i processi vadano fatti in tribunale e non sulla carta stampata e sui mass media».
Nel comunicato la famiglia, «distrutta dal dolore», chiude affermando di riporre «piena fiducia nell’operato della Procura, augurandosi che presto venga fatta chiarezza e vengano individuate le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti».


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