Omicidio Fabio Cappai, «rimettiamo in moto la nostra coscienza»

La riflessione di Gabriele Piazza, cittadino di Castel del Rio, dopo i fatti che hanno sconvolto il comune alidosiano

Castel del Rio in piazza per ricordare Fabio nella serata di domenica

La tragedia di Fabio mi ha e ci ha sconvolti a Castel del Rio. Sabato mattina la notizia dell’uccisione di Fabio ci è piombata addosso come un incubo, capivamo da subito che non ce lo saremmo più tolti di dosso. Chi aveva il coraggio di guardarsi negli occhi si metteva a piangere, altrimenti evitavamo di guardarci per la vergogna. Non è possibile, non può essere possibile, che in una piccola comunità di 700 persone, dove tutti ci conosciamo, possa avvenire un fatto così efferato. Non è possibile che in un piccolo paese pieno di iniziative, di collaborazioni tra tante persone, solidali tra loro, accada un fatto del genere. Non è possibile che giovani, ragazzini, che fino a poco tempo prima avevano magari bevuto una birra assieme al bar, siano arrivati a tanto. Non è possibile!
Invece è successo, ahinoi. Non voglio entrare nel merito dei fatti che non conosco se non per sentito dire, ci penseranno gli inquirenti. Ma mi chiedo ancora: come è stato possibile?
Nel dolore tremendo che mi prende ho pensato che però devo, dovrò cercare di capire qualcosa. Perlomeno capire come in una comunità che è stata da anni e anni pacifica, maestra nell’accoglienza, si sia scatenato un demone così. Perché? La razionalità mi fa dire che qualche causa ci dovrà pur essere, non è possibile che dal nulla esploda una violenza così inaudita. Allora mi viene da fare l’esame di coscienza (e penso che tutti se lo faranno o l’avranno già fatto) e mi viene da pensare che anche noi, piccola comunità, siamo stati probabilmente infettati da quello di cui oggigiorno il mondo a mio avviso è pieno. Cioè il lassismo, il menefreghismo, la violenza che imperversa nei social e ovunque, il sottovalutare segnali che nel tempo portano a questo. Probabilmente mi sono, ci siamo illusi che eravamo il paese del Mulino Bianco? Non mi so dare pace ma mi rendo conto che il paese che io e tanti altri abbiamo contributo a mantenere in vita nonostante tutto, a renderlo bello e accogliente, aveva un cancro di cui non ci siamo accorti. Ora sarà, non voglio dire impossibile, ma lungo e difficile che tutto torni come prima, troppo il male accaduto.
Credo che tutti noi abitanti di Castel del Rio e ovviamente le nostre Istituzioni, dovremmo interpellarci, riflettere, chiederci il perché di questo. Non sono secondo me da sottovalutare gli effetti di alcol e sostanze stupefacenti che statistiche alla mano in questi tipi di accadimenti spesso sono alla base. Nel nostro paese ne siamo indenni? Non credo. Ci sarà davvero da fare un gran lavoro con a capo i responsabili della nostra comunità, civili, militari e religiosi. Dobbiamo ricominciare in parte da capo, rimettere in moto la nostra coscienza, fare in modo di isolare e prevenire tutte le forme di violenza e in un paese così piccolo dove ripeto, ci conosciamo tutti, non è poi difficile per noi cittadini tutti e per coloro che ne sono preposti. Dobbiamo continuare a passeggiare per il nostro paese con tranquillità e non, come qualcuno a caldo sosteneva, allora “dovrò armarmi anch’io, qui non si è più sicuri”.
Ci vorrà ancora tempo per capire fino in fondo le ragioni per cui siamo arrivati qui, ma insieme, ripeto tutti insieme, con le nostre istituzioni in prima fila che devono avere un ruolo trainante e di coordinamento, lavorando con la gente, con incontri pubblici, con incontri mirati, ci sarà necessità di consolare, di incoraggiare, dobbiamo arrivare a capire i motivi del cancro e poi lavorare per rimuoverli decisamente e ripartire. Suggerisco qui che sarebbe a mio parere importantissimo a breve un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini, alle associazioni, alla Parrocchia, alle forze dell’ordine, dove poter ragionare assieme, elaborare proposte. So che i nostri bimbi ci fanno e ci faranno tante domande su questo tremendo fatto. Alle mie nipotine è una gran fatica rispondere, ma tutti assieme dobbiamo rimuovere le cause e ripartire con fiducia e speranza che ci hanno sempre contraddistinto. Perlomeno lo dobbiamo tutti a Fabio.

Gabriele Piazza
cittadino di Castel del Rio


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