La cittadinanza onoraria ad Assange: un atto di civiltà (lettera aperta ai consiglieri comunali imolesi)

Come è noto Julian Assange è un grandissimo giornalista d’inchiesta, da tre anni detenuto nella prigione inglese di massima sicurezza di Belmarsh, la cosiddetta Guantanamo di Londra, per avere rivelato i crimini contro l’umanità e i retroscena delle guerre dell’Occidente e, in particolare, degli Stati Uniti e del Regno Unito. Il Dipartimento della Giustizia statunitense considera la diffusione di quelle verità meritevole di una pena fino a 175 anni di carcere ai termini dell’Espionage Act del 1917. Dopo che l’Alta corte del Regno Unito ha ribaltato la sentenza di primo grado, dando ragione al governo americano che chiedeva l’estradizione, è arrivata la decisione della Westminster Magistrates Court di Londra confermata poi dalla ministra dell’Interno Priti Patel. Gli avvocati difensori di Julian Assange hanno depositato all’Alta Corte di Londra l’istanza di ultimo appello contro il decreto di estradizione.
Ebbene, ci sono poco più di 12 mesi per tentare di salvarlo dall’estradizione negli Stati Uniti.
Fortunatamente, molte voci si sono levate in suo favore a cominciare da Amnesty international che ha lanciato una campagna forte e risoluta affermando che «l’estradizione di Assange avrebbe conseguenze devastanti per la libertà di stampa e per l’opinione pubblica, che ha il diritto di sapere cosa fanno i governi in suo nome». È stata recentemente ripresentata la candidatura del fondatore di Wikileaks al Premio Nobel per la Pace, onorificenza per cui era già era stato candidato nel 2011.
Ha poi suscitato scalpore e interesse il gesto di Papa Francesco che distinguendosi dai grandi giornali italiani stranamente silenziosi su quest’argomento, nel marzo del 2021 ha fatto recapitare ad Assange, tramite il prete della prigione, un messaggio molto apprezzato che la moglie Stella Morris ha definito “gentile e personale”. Recentemente il Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti con una proposta votata all’unanimità ha deciso di conferire al giornalista australiano una tessera onoraria dell’ordine dei giornalisti italiani, un gesto simbolico ma molto significativo. Alcune associazioni stanno poi lavorando per poter organizzare una 24 ore online tutta dedicata alla libertà del giornalista. Una giornata intera, che attraversa tutti i fusi orari, con contributi da ogni parte del mondo, anche di artisti e volti dello spettacolo «per illuminare e tenere viva e vigile l’attenzione su un’oscura vicenda che coinvolge tutti». Ci sono poi altre piccole, ma significative iniziative dal basso, come la volontà espressa in questi giorni da alcuni comuni italiani di concedere la cittadinanza onoraria ad Assange.
Il primo comune in Italia ad avere conferito la cittadinanza onoraria a Julian Assange è Lucera, una piccola città in provincia di Foggia. La votazione del Consiglio Comunale ha visto 11 voti favorevoli e 5 astenuti mentre nessuno ha votato contro. «Assange è un simbolo su cui dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione – ha detto il consigliere lucerino Davide Colucci primo firmatario della mozione – anche per quello che può rappresentare nel nostro Paese. Abbiamo bisogno di giornalisti liberi e portatori di verità».
Io ho sempre pensato che la libertà di stampa fosse fondamentale per una partecipazione attiva e consapevole dei cittadini alla vita democratica di una comunità e che i giornalisti non dovessero mai dimenticare che hanno il diritto-dovere di cercare la verità e criticare chi esercita il potere perciò ho accolto questa notizia con soddisfazione sperando che anche la mia città potesse seguire l’esempio di Lucera.
Per questo mi rivolgo ai consiglieri comunali di Imola, a tutti senza distinzioni, affinché adottino questa iniziativa confermando ancora una volta che la comunità imolese, come afferma il suo Statuto «si identifica per l’esperienza, per l’adesione e per la partecipazione ai valori della libertà» e «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e della donna».
Io, come tanti altri imolesi, sarei onorato ed orgoglioso per un gesto simbolico ma significativo che in questo delicato momento, può contribuire a tenere viva e vigile l’attenzione su una vicenda che coinvolge tutti coloro i quali hanno a cuore la democrazia, la verità e il diritto di informare correttamente.
Valter Galavotti

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