La messa, la processione, la benedizione alla città: Lugo celebra il patrono sant’Ilaro

«La devozione popolare risale al 1264 - ricorda il vicario padre Gian Domenico Meloni -, quando il santo intervenne per preservare dalle acque del Santerno gli abitanti di Santa Maria in Fabriago»

Foto Massimo Fiorentini

Torna, dopo il lungo stop della pandemia, domenica 15 maggio, la festa e la processione in onore di Sant’Ilaro, patrono di Lugo e del territorio.
Un’occasione di ritorno alla normalità, nonostante le molte regole ancora da rispettare. E un ritorno molto gradito per tutti i lughesi, con la concomitanza dell’attesa inaugurazione del teatro Rossini dopo tre anni di lavori.
«La devozione popolare e il culto di sant’Ilaro in Lugo risale al 1264 – ricorda il vicario cittadino padre Gian Domenico Meloni -, quando il santo intervenne per preservare dalle acque del fiume Santerno gli abitanti di Santa Maria in Fabriago. Nei secoli successivi altre volte il santo patrono ha fatto sentire la sua presenza con interventi prodigiosi. Così sant’Ilaro ha avuto una parte di primaria importanza nella storia civile e religiosa di Lugo, poiché i principali avvenimenti cittadini si sono svolti nel nome e sotto l’egida del santo protettore».
Sono passati 758 anni da quella prima volta, ma la devozione popolare rimane viva in Lugo e nel territorio. «Nella Chiesa la devozione popolare è il frutto della presenza fondamentale della fede nella storia di un popolo – prosegue il vicario -. Questo significa che la fede del popolo è fondamentale nella devozione. Dunque la fede è fondamentale nella nostra storia, noi che siamo il popolo di Dio in cammino. Sembra una affermazione semplice, ma non è così. È una affermazione piena di significato: perché la fede del popolo porta all’azione missionaria della Chiesa. Dunque la nostra fede diventa azione missionaria guidata dallo Spirito Santo».
Per festeggiare questa significativa ricorrenza, nella chiesa del Carmine verranno celebrate le messe alle 8 e alle 10, in attesa della messa solenne delle 18.30 presieduta dal vescovo Giovanni Mosciatti. Seguirà la processione, finalmente con la partecipazione del popolo, con le reliquie del santo patrono lungo il percorso piazza Trisi, Cavour, piazzale Martiri, piazza Baracca (con sosta e solenne benedizione della città), largo della Repubblica, piazza Baruzzi e rientro al Carmine.