In ospedale per una frattura, causa Covid mia madre non ha potuto ricevere visite. La risposta dell’Ausl Imola

Buongiorno vorrei attirare l’attenzione sull’esperienza occorsami in questi giorni all’ospedale civile di Imola. Mia madre è stata operata, causa la frattura di un femore, presso il reparto di ortopedia. In pratica il ricovero nel reparto è iniziato il 03-12 per concludersi il 14-12, quando è stata trasferita presso una struttura privata. Per tutto il periodo non è stato possibile farle visita nella maniera più assoluta, con grande pena di noi familiari e soprattutto sua, trattandosi di una novantaduenne abbastanza autonoma nel proprio ambiente ma non in grado di arrangiarsi in questa situazione di grande stress ed isolamento. Va da sè che siamo tutti in possesso di green pass o che avremmo potuto anche sottoporci a tampone se fosse stata prevista questa possibilità. So che in altri reparti le visite sono ammesse, ma la situazione descritta nell’articolo sul social non corrisponde completamente al vero. Ringrazio tutti coloro che professionalmente hanno avuto cura di mia madre ma penso che anche altre persone possano trovarsi ricoverate senza essere in grado di telefonare autonomamente o mangiare da sole come appunto la mamma. L’assenza di rapporti con i propri cari può avere effetti estremamente negativi sul paziente anche in un periodo relativamente lungo come quello vissuto da noi. Effetti che potrebbero invalidare la bontà del lavoro fatto in sala operatoria, con notevole aggravio dei costi sociali e personali. Sarebbe forse sufficiente, date le palesi difficoltà del momento, avere almeno nei reparti blindati un operatore dedicato a facilitare il collegamento tra paziente e familiari con una video chiamata e all’aiuto per l’alimentazione. Cordialmente.
Vittorio Rivalta

La risposta dell’Ausl
Gentile Signor Rivalta
siamo spiacenti di quanto accaduto. Sua madre è stata ricoverata in Ortopedia contestualmente alla scoperta di un cluster occasionale di Covid che ha colpito proprio quel reparto e che ha reso necessario adottare alcune misure straordinarie tra cui, oltre lo screening periodico di tutti i pazienti e operatori del reparto, anche la sospensione delle visite per il periodo necessario al contenimento e risoluzione del cluster.
Non ci dilunghiamo nel descrivere cosa queste procedure comportino, ma certamente questo momento di particolare difficoltà interna al reparto può aver portato ad una minor attenzione alla fondamentale regola di tutelare le relazioni, almeno on line, tra ricoverato e parenti, che siamo consapevoli essere fondamentali
Di questo ci scusiamo ribadendo l’impegno dell’Azienda USL e di tutti i suoi operatori nel prendersi cura dei pazienti sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista umano.
Come Azienda siamo assolutamente consapevoli e convinti dell’importanza che la presenza dei familiari rappresenta per i pazienti ricoverati, soprattutto per i pazienti più anziani e fragili. Ricordiamo che proprio con l’obiettivo di continuare a garantire l’accesso ai reparti di degenza per i parenti, abbiamo deciso di consentire l’accesso solo ai visitatori in possesso di “green pass rafforzato” (sempre però nel rispetto delle regole precauzionali di base: rimane consentito l’accesso di un solo visitatore per paziente, nelle fasce orarie definite dai singoli reparti), in quanto alla luce dell’attuale situazione epidemiologica tale indicazione può rafforzare le misure di precauzione.
Ufficio stampa Ausl


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