Con la nostra voce, anche online

Boom di casi a Castel Guelfo. E sui social si accende la polemica. «Mi rivolgo al sindaco e hai (sic!) cittadini guelfesi. Settimana scorsa i casi erano 12, oggi sono 43. E nessuno ci dice niente». «E nessuno ne parla, brutta cosa!». Poi qualcuno risponde ai commenti con un link. Basta il titolo dell’articolo: “Focolaio nella casa di riposo di Castel Guelfo”. Il dibattito social si placa. Sia ben chiaro, non è un puntare il dito: è solo un esempio risalente a tre settimane fa. Un esempio di cosa voglia dire fare informazione locale al tempo di Facebook, Instagram e TikTok. Rafforzando il concetto, un esempio dell’importanza dell’informazione locale e del fatto che si evolva insieme alla comunità. Digitale e non. Perché alla piazza del paese si affianca quella virtuale dei “Sei di… Se…”, dei gruppi Facebook cittadini. In cui si incontrano (e, a volte, scontrano) chi legge cinque quotidiani e tre settimanali ogni giorno (pochi) e chi invece non legge giornali per scelta. Ma, ricordiamolo, il tanto citato diritto all’informazione è sia attivo che passivo: sia di informare che di essere informati, di informarsi.
E qui entra in gioco l’informazione locale: quella che ha il difficilissimo compito di raccontare al proprio vicino di casa cosa succede attorno a lui. Ovvero una materia che conosce bene, che necessita di un’informazione che non ammette errori. In questo solco si inserisce il nostro lavoro, il nostro compito e vocazione: essere “eco della diocesi e del territorio di Imola”, come recitava la scritta sotto la testata del primo numero del nostro settimanale, dato alle stampe il 13 ottobre del 1900. Quando le potenzialità dei social e di un’informazione che ci raggiunge “come e dove siamo” (citando un adagio di papa Francesco caro al nostro vescovo Mosciatti) era solo un’utopia. Oggi è realtà. Una realtà che richiede grandi responsabilità e impegno, perché nella polifonia di voci non basta avere un nome, ma una reputazione che porti con sé la credibilità come fonte affidabile nel mare magnum della comunicazione online, dove spesso regna il copia-incolla.
Con questa sfida ci confrontiamo ogni giorno, ogni ora. Con impegno, con il nostro essere umani e perfettibili, con la nostra voce. Ogni mese sono sempre di più le persone che si affidano a noi per conoscere il proprio territorio. Cronaca locale, appuntamenti, aggiornamenti sul Covid, interviste, solo per citare alcuni degli ambiti in cui l’informazione locale è chiamata a fare la differenza, per cui l’informazione locale esiste. Anche sui social, dove il feedback è immediato (e spietato). Ma anche questo vuol dire parlare alle persone “come e dove sono”, essere l’eco degli interessi locali in un mondo che a ogni refresh, a ogni “aggiornamento della pagina” cambia e si aggiorna.

Giovanni Baistrocchi