Cinque anni che non dimenticherò

In questi ultimi giorni si è avvertito il vero e proprio inizio dell’estate, e con esso il termine di un lungo percorso iniziato cinque anni fa da moltissimi ragazzi; gli stessi ragazzi che hanno concluso il loro iter di formazione e sviluppo, coronato dal fatidico esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore, comunemente detto maturità. Una maturità che però si differenzia, seppur non discostandosi completamente, da quelle del passato. L’ordinanza ministeriale numero 53 del 3 marzo 2021 ne ha modificato lo svolgimento, decretando una prova orale unica, da svolgere presentando un discorso sviluppato su di un elaborato che trae le basi dalle materie caratterizzanti l’indirizzo. Il ministro dell’istruzione ha voluto in tal modo alleggerire il carico di tensione sulle spalle degli studenti che hanno affrontato due anni di pandemia, periodi di lockdown e didattica a distanza, concedendo comunque ad essi la possibilità di dimostrare il lavoro affrontato durante i cinque anni di liceo e il proprio sviluppo in ambito personale. Personalmente, avendo ora come ora la possibilità di riflettere sul mio percorso completo, snodatosi dalla prima liceo alla quinta, riconosco che sia stata un’avventura molto impegnativa, ma alla fine altamente gratificante. Le conoscenze e il metodo di studio che ci vengono insegnati sono di alto livello, e ci accompagneranno e aiuteranno per una vita. Ma la cosa che ho riconosciuto avere più valore è la capacità di riflettere, di farsi un’opinione e di avere pensiero critico. Avere queste capacità significa sapersi formare e crescere autonomamente, imponendosi come un individuo con la i maiuscola, diverso dalle altre persone. Nell’epoca in cui viviamo sembra però che a questo lato dell’istruzione, il principale secondo me, venga data poca o nessuna importanza, tendendo a prediligere il far imparare informazioni su informazioni allo studente, che senza uno strumento di pensiero critico restano solo quello che sono, un cumulo di nozioni. Per il periodo particolare nel quale mi sono trovato ad affrontarlo e nonostante le differenze che presentava l’esame rispetto alla sua versione originale, esso ha costituito una sfida impegnativa per me. Lo studio in preparazione al fatidico giorno è stato «matto e disperatissimo», con momenti di abbattimento e demoralizzazione alternati a istanti in cui, soprattutto grazie all’aiuto di amici e compagni di classe, ma anche degli stessi professori, la tensione si alleggeriva e ci si tirava su il morale a vicenda. Così il giorno dell’esame è arrivato e con esso tutta l’ansia accumulata nei mesi precedenti che però sono riuscito a gestire. Preparata la presentazione dell’elaborato incentrato su matematica e fisica e ripassati i collegamenti con le altre materie, ho messo piede nell’aula in cui si sarebbe svolto l’esame e ho dato il buongiorno alla commissione. I professori mi hanno dimostrato il loro supporto come sempre e hanno fatto del loro meglio per mettermi a mio agio affinché potessi dare il meglio di me. Alla fine sono uscito soddisfatto della mia performance, che si è confermata in un voto più che soddisfacente. Mi lascio alle spalle cinque intensi anni ricchi di persone e avvenimenti che non dimenticherò mai, sperando che il futuro ci riservi il meglio, pronti ad affrontare qualsiasi cosa.

Riccardo Capra
ex studente del liceo scientifico Ricci Curbastro di Lugo