Beato Giovanni Tavelli: da Tossignano a vescovo di Ferrara

Oggi, 24 luglio, la Chiesa imolese ricorda uno dei suoi santi

Oggi, 24 luglio, la Chiesa di Imola ricorda il beato Giovanni Tavelli di Tossignano.
Nato nella frazione di Codrignano nel 1386, suo padre, Antonio Tavelli, apparteneva all’omonima e nobile famiglia, che figura fra le consolari d’Imola fino dal 1221.
A sedici anni, iniziò gli studi in legge all’Università di Bologna. In un primo tempo, egli credette di sentirsi chiamato al sacerdozio, ma poi se ne ritenne indegno e, a ventidue anni, invece di prendere la laurea preferì entrare nell’ordine dei Gesuati, frati mendicanti senza ordinazione sacerdotale e di regola rigidissima.
Il padre, saputo della vocazione del figlio sul quale aveva fatto tanti progetti, corse a Bologna per distoglierlo dall’entrare in religione, ma vane furono le sue opposizioni. Il 28 luglio 1408, Giovanni entrò nel convento gesuato di Sant’Eustachio in Bologna.
Nel 1426 fu nominato priore del convento dell’ordine situato a Ferrara, per poi diventare vescovo di Ferrara nel 1432, elevato da papa Eugenio IV a quella sede. La nomina non incise però sulla sua vita di perfetto gesuato: continuò, infatti, a vestire il rozzo saio del suo ordine e a dormire su un umile pagliericcio. Secondo le fonti dell’epoca, impiegò le ricche rendite del suo vescovado per opere di cura e di sollievo per i moltissimi colpiti dalla peste del 1438, malati che visitava e confortava di continuo nei lazzaretti improvvisati e nelle case private.
Morto il 24 luglio 1446, nel 1589, Clemente VIII permise che si potesse dire messa in suo onore nella chiesa di San Girolamo a Ferrara fatta edificare nel 1428 dallo stesso Tavelli e dove sono conservate le sue spoglie. Benedetto XIV, con decreto del 20 luglio 1748, estese la stessa facoltà a tutta la Diocesi di Ferrara, e, con altro del 20 settembre 1749, “a tutta la terra di Tossignano“. Pio IX, il 17 luglio 1846, concesse quanto sopra alle intere Diocesi di Ferrara e Imola, dove la festa del beato si celebra annualmente il 24 luglio.
A Tossignano, sua patria, si conservano del Tavelli una reliquia insigne (il braccio destro, racchiuso in un reliquiario d’argento), un breviario in pergamena da lui usato, con miniature di grande valore artistico e che porta la data del 1379, e due dipinti di Giacomo Zampa, uno nella chiesa di San Girolamo e l’altro nell’arcipretale di Borgo.
Sempre nella sua patria, il beato Tavelli era ricordato in una lapide, posta sulla facciata del distrutto palazzo comunale, inaugurata il 26 giugno 1938, nella quale era riportato:
AD ONORE E MEMORIA
DEL BEATO GIOVANNI TAVELLI
ARCIVESCOVO DI FERRARA
GLORIA E VANTO DI QUESTO PAESE
SI RICORDA CHE NELLO SPAZIO
DEL PUBBLICO GIARDINO
ESISTEVA LA SUA CASA
(Nella foto in apertura di articolo: Particolare del quadro di Giacomo Zampa, sec. XVIII-ultimo quarto, Il beato Tavelli da Tossignano prega la Madonna Assunta in gloria. Chiesa di San Girolamo di Tossignano. Opera sotto riportata nella sua interezza)