Una comunità energetica “made in Imola”. Bryo lancia progetto per l’autoproduzione e consumo di elettricità

L'azienda, partecipata Con.ami, lancerà modello «mediante il quale le imprese aderenti potranno produrre, consumare e vendere energia elettrica»

Imola a breve vedrà la nascita della prima Comunità Energetica nel circondario, mediante la quale le imprese aderenti potranno produrre, consumare e vendere energia elettrica.
Fino ad oggi infatti era possibile produrre e consumare energia da un impianto posizionato sul proprio tetto, e la si poteva vendere al vicino nel momento in cui però le particelle catastali fossero contigue. In altre parole, non era possibile vendere l’energia a realtà anche solo dall’altro lato della strada. Grazie a Bryo, azienda partecipata da Con.Ami, «tutti gli aderenti che sono allacciati alla stessa cabina di media e bassa tensione potranno usufruire di quella energia».
«Il concetto di Comunità energetica, introdotto dalla Commissione Europea in questi anni, si intreccia profondamente con quelli che sono i temi dell’innovazione energetica, ma anche e soprattutto dell’innovazione territoriale che guarda allo sviluppo imprenditoriale e alla sostenibilità ambientale – afferma Davide Gavanelli, amministratore delegato di Bryo -. Non è necessario che gli aderenti siano fisicamente vicini, ma il discrimine è che abbiano come riferimento una medesima cabina di bassa e media tensione».

Come funziona: io produco energia, il mio vicino la acquista

Un piccolo schema di come funziona la Comunità energetica Bryo

Il progetto pilota arriverà entro luglio. «Abbiamo già definito lo statuto e il regolamento per chi aderisce – rivela Gavanelli -. Abbiamo individuato quattro imprese che si collocano geograficamente all’interno di una circonferenza con un raggio di circa 500 metri, che ha al suo centro la cabina di media e piccola tensione alla quale fanno riferimento. Sono loro che daranno sostanza alla comunità energetica, che si presenta sotto forma di onlus, quindi senza scopo di lucro. Il suo obiettivo è quello di condividere energia prodotta da impianti di energia rinnovabile, con la possibilità che l’energia rimanente possa essere acquistata da qualsiasi azienda aderente che opera all’interno di quel raggio».

Il ruolo di Bryo

Bryo, azienda partecipata da ConAmi, nasce nel 2010 per volontà di quattro aziende del territorio imolese (Con.Ami, Sacmi, Cefla e Cti) e oggi si presenta sul mercato come uno dei player più accreditati per l’avvio di progetti di produzione di energia rinnovabile e de-carbonizzazione degli edifici.
«Tenendo conto che la legge vieta ai gestori e fornitori di energia elettrica di fare parte di una comunità energetica (e Bryo è tra questi), il ruolo che può avere è quello di essere promotore, finanziatore, facilitatore di un progetto di comunità energetica». Bryo infatti si incaricherà di trovare le risorse, finanziare il progetto, realizzarlo e gestirlo e sarà proprietaria dell’impianto che fa parte della Comunità. «Si tratta inoltre di un sistema aperto: a Imola partiamo con quattro realtà aderenti, ma altre si possono aggiungere liberamente, con l’unico limite di dovere fare riferimento alla stessa cabina di media e bassa tensione» spiegano dall’azienda.

Bacchilega (Con.Ami): “Investimenti da sostenere”

Sul tema entra anche il presidente del ConAmi, Fabio Bacchilega: «La lungimirante progettualità di Bryo, partecipata del nostro consorzio in un percorso condiviso con i soci Sacmi, Cefla e Cti, focalizza con decisione uno scenario sempre più caratterizzato dalla valorizzazione delle risorse e delle potenzialità territoriali. Elementi che alimentano una crescente sensibilità all’indirizzo del concetto di transizione ecologica puntando sulla qualità e sull’innovazione nel rispetto dei dettami normativi. Investimenti che sosterremo con rinnovata spinta propulsiva sulla base della proficua operatività di Bryo sul territorio suggellata dai positivi dati di bilancio e da una spiccata visione progettuale. In tal senso, il ruolo di ConAmi potrà essere ancor più funzionale per il percorso di relazioni sinergiche con gli enti pubblici che rappresentano il capitale sociale del consorzio».