Educatori, veri facilitatori di comunità

Alla luce del miglioramento della situazione pandemica a livello nazionale e locale, si prospetta un’estate di ripartenza per le attività economiche del territorio, in particolar modo nei settori che hanno avuto finora maggiori limitazioni, tra cui i servizi educativi e culturali rivolti alle nuove generazioni. Il periodo estivo alle porte può quindi diventare il contesto favorevole per una ripresa che non sia solo economica. La comunità educante del nostro territorio ha di fronte a sé, infatti, l’opportunità di costruire una ripartenza che sia generativa, per sé stessa e per i giovani. Un’estate per accompagnare la crescita di bambini e ragazzi ma anche per crescere come comunità, nella ricchezza di realtà che la rendono viva: associazioni, cooperative sociali, enti locali, scuole, parrocchie, servizi socio-sanitari, società sportive. Quali azioni possiamo mettere in campo per rendere concreta questa opportunità? Per prima cosa, sarà importante il rispetto delle indicazioni sanitarie da parte dei gestori dei servizi educativi e aggregativi.
In questo modo i requisiti da rispettare diventeranno motivo per migliorare ulteriormente i servizi offerti (dal punto di vista organizzativo, formativo e tecnologico). Di fronte al bisogno di ri-socializzazione, gli operatori non potranno essere solo educatori competenti ma veri facilitatori di comunità, favorendo la collaborazione tra enti anche di natura differente, per dare risposte innovative che coinvolgano i ragazzi che hanno vissuto mesi di isolamento. Le statistiche sanitarie, e anche i sondaggi effettuati tra gli studenti nelle scuole imolesi, ci mostrano infatti un aumento del disagio psicologico dei giovani che deve essere preso in carico dalla comunità educante, con una pluralità di servizi per raggiungere i giovani di ogni territorio, secondo i loro interessi e competenze. Per i bambini e ragazzi, si tratta di servizi educativi che rispondano al bisogno dei genitori durante l’orario lavorativo. In questo caso è fondamentale, come territorio, che si mettano in campo forme di sostegno per tutte le famiglie che hanno subito maggiormente la crisi economica legata alla pandemia, in aumento come dimostra il rapporto Caritas diocesano, Per gli adolescenti, l’estate potrà essere l’occasione, invece, per riscoprire i servizi di aggregazione giovanile sui territori, ad accesso libero, aperti alla creatività e al protagonismo dei giovani, dove educazione e cultura si intrecciano, valorizzandosi reciprocamente.
Daniele Fabbri
Presidente della Cooperativa Sociale
Officina Immaginata