Nel 2019 meno infortuni sul lavoro, «merito di vigilanza e prevenzione»

Diffuso il report annuale dell'Ausl, basato sui dati del pronto soccorso. Settore con più casi il terziario (61%)

Foto di repertorio, Isolapress

Continua il trend in discesa degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese e con il 2019 si allunga la “striscia positiva” di annate senza morti bianche.
Lo si apprende dal report sugli infortuni sul lavoro, diffuso dall’Ausl Imola e relativo all’annata 2019. L’analisi ogni anno viene svolta sui dati pervenuti dal pronto soccorso di Imola.
Sono 65 in meno rispetto al 2018 gli infortuni sul lavoro, che equivalgono a una diminuzione percentuale del 5%. Da un’analisi più dettagliata dei dati, su 1.718 infortuni registrati nel 2019, il 61% è avvenuto nel terziario, il 17% in metalmeccanica, il 10% in agricoltura, il 4% in edilizia ed il 4% in altri comparti industriali, il 3% in ceramica e l’1% nel settore lavorazione del legno.
«Molti i fattori che hanno inciso, nel tempo, sul miglioramento di questo trend – spiega Donatella Nini, responsabile del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola -. Tra questi è certamente rilevante l’impegno, in termini di vigilanza ma soprattutto di prevenzione, formazione, assistenza in ambito individuale e collettivo degli operatori negli ambienti di lavoro che, in linea con i piani predisposti a livello nazionale e regionale, hanno dedicato, nel corso degli anni, particolare attenzione ai settori dove c’è una più alta incidenza di eventi infortunistici gravi e mortali, quali edilizia ed agricoltura».

Per quanto riguarda le malattie professionali, «nel 2019 nel nostro territorio ne sono state denunciate 139, in calo a confronto con lo scorso anno (160) – si legge nel report dell’Ausl -. Le malattie più denunciate restano le malattie muscoloscheletriche (118) suddivise in 56 neuropatie centrali e periferiche, 47 tendinopatie, 15 alterazioni osteoarticolari. Tra il 2018 e il 2019 i tumori denunciati si sono ridotti della metà, tenendo comunque conto che si tratta sempre di numeri molto bassi».