Lettera aperta del sindaco di Dozza nel 35° anniversario dello scoppio della centrale nucleare di Chernobyl

Care concittadine, cari concittadini, il 26 aprile 1986, 35 anni fa, scoppiò la centrale nucleare di Chernobyl. In quella notte di primavera una nube tossica, portatrice di morte e disgrazie, si diffuse sui cieli di mezza Europa. Non è stata prodotta da un semplice incidente. Le motivazioni del disastro, in ultima analisi, vanno individuate nella superbia di un’umanità decadente, votata all’autodistruzione, accecata dai demoni del potere e del possesso. Siamo riusciti, nel giro di pochi decenni, ad estrarre energia dall’ignoto, dall’infinitamente piccolo. Abbiamo avuto accesso al cuore della materia senza poter contare su una piena comprensione delle Leggi e dei fenomeni che regolano il nostro Universo. Anziché agire con cautela, ponderando bene ogni decisione, gli esseri umani hanno fatto uso di un mistero così grande – e pericoloso – dapprima per realizzare armi dagli effetti apocalittici poi, successivamente, per produrre energia. Questi accadimenti non si sono sviluppati all’insegna della cooperazione e dell’armonia tra i popoli ma sempre ed esclusivamente in un’ottica competitiva e conflittuale. Dopo aver appreso quanto era accaduto, i governanti dell’ex Unione Sovietica non hanno chiesto aiuto al resto dell’umanità. Il disastro, di dimensioni globali, avrebbe richiesto contromisure globali. Le prime reazioni risposero alla logica dell’ideologia e non tennero conto della gravità della situazione. La priorità massima fu data agli equilibri di potere imposti dalla Guerra Fredda. Le conseguenze sulla popolazione e sulle future generazioni potevano passare in subordine. L’uomo ideologico è un uomo cieco, condannato a vivere sottomesso, al cospetto dei propri falsi demoni. Le conseguenze di quella notte hanno scosso il Mondo. Le radiazioni producono effetti molto duraturi. Un incidente risalente al 1986 è destinato a generare conseguenze nefaste per migliaia di anni. I danni sono incalcolabili perché si manifestano secondo modalità differenti e vengono dilatati nel tempo. I bambini nati in quelle zone d’Europa, nei mesi e negli anni successivi, sono venuti alla luce in un Mondo disarmonico, malato, insalubre. Tra questi c’è chi ha visto sommare la malattia – o la paura della malattia – ai tanti problemi sociali ed economici che attanagliano la terra natia. Negli anni successivi alla sciagura si sono sviluppati moti di solidarietà e di vicinanza nei confronti delle popolazioni coinvolte. Sono innumerevoli, anche nel nostro Paese, le Associazioni nate allo scopo di sostenere le famiglie bisognose. Come se l’umanità, nel suo complesso, avesse reagito virtuosamente alla ricerca di una qualche forma di redenzione. La tragedia ha prodotto generosità, accoglienza, voglia di conoscere ed aiutare il prossimo. Tutto questo è accaduto grazie a persone e comunità molto distanti dall’Ucraina e dalla Bielorussia. Nell’imolese, alla fine degli anni ’90, nacque “Insieme per un futuro migliore”, meritoria Associazione costituita da alcune famiglie del territorio. Fin dall’inizio si sviluppò un rapporto florido con la realtà bielorussa. In più di venti anni di attività sono state molteplici le iniziative di solidarietà e di supporto realizzate dall’Associazione a beneficio delle comunità più direttamente colpite dalla sciagura. Alla fornitura di beni e di mezzi utili alle scuole piuttosto che alle strutture sanitarie si è aggiunta l’organizzazione di soggiorni dedicati a bambini e adolescenti presso famiglie italiane. L’iniziativa ha coinvolto anche svariate famiglie dozzesi. Di questo sono particolarmente orgoglioso. I soggiorni, originariamente pensati per favorire il benessere fisico dei ragazzi e per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie di origine, hanno finito per generare un rapporto di mutuo arricchimento relazionale. Le famiglie aderenti all’Associazione hanno messo il loro tempo e le loro risorse a disposizione di chi è nato in una condizione di oggettivo svantaggio. Non solo. Quello svantaggio, come abbiamo visto, nasce da un evento di cui è responsabile tutta l’umanità. Anche se siamo lontani nel tempo e nello spazio rispetto a quella tragica notte, nessuno di noi può essere indifferente rispetto a quanto è accaduto. Gli avvenimenti di Chernobyl trovano origine nelle pieghe peggiori dell’animo umano. La comunità di Dozza, in questo quadro, deve essere consapevole di aver dato un piccolo ma fondamentale contributo per rimediare ad una catastrofe di portata globale. Durante il Consiglio Comunale del prossimo 30 aprile, che verrà trasmesso in diretta Youtube sul canale del Comune di Dozza, interverranno i rappresentanti dell’Associazione. Daremo vita ad un momento pubblico di condivisione sulle molteplici attività avviate in questi anni. Vi invito ad assistere e a cogliere ogni occasione utile per approfondire le cause di quel disastro dal quale, ancora oggi, abbiamo molto da imparare.

Luca Albertazzi
sindaco di Dozza