Vaccini, via alla campagna per genitori di minori vulnerabili e non vaccinabili

L'Ausl Imola: «Appena aumenterà la disponibilità del vaccino, da maggio toccherà ai caregiver dei soggetti gravemente vulnerabili e disabili»

Isolapress

Pronta a partire la campagna vaccinale anche per i genitori (o tutori o affidatari) di minori patologici estremamente vulnerabili e minori con disabilità gravi che non possono essere immunizzati contro il Covid-19, perché di età inferiore ai 16 anni.
«Le persone interessate da questa tornata di vaccinazioni non dovranno fare nulla – spiega la Regione -. Saranno chiamate direttamente dalle aziende Usl o dai rispettivi centri di riferimento». Unica eccezione l’Ausl Romagna, dove i cittadini interessati devono prenotarsi attraverso i consueti canali (Cup, FarmaCup e Cuptel), previa presentazione di autocertificazione che attesti il proprio stato di genitore/tutore/affidatario e la patologia del minore.
«In maggio, se saranno confermati i quantitativi di vaccino previsti, sarà la volta dei conviventi delle persone estremamente vulnerabili e degli altri disabili non in struttura o assistenza domiciliare e non ancora contattati, nonché dei loro conviventi o caregiver» comunica l’ente di via Aldo Moro. Prima non è possibile: la disponibilità attuale di dosi non lo consente.
«Dalla prossima settimana i careviger dei minori gravemente vulnerabili e non vaccinabili inizieranno la somministrazione del vaccino, sono in corso i contatti con le famiglie – informa l’Ausl Imola -. Appena aumenterà la disponibilità del vaccino, da maggio toccherà ai caregiver dei soggetti gravemente vulnerabili e disabili».

Le Linee guida regionali per i genitori dei minori non vaccinabili

Le Ausl che hanno in cura pazienti minori che non possono essere vaccinati, perché di età inferiore ai 16 anni, e che rientrano in due categorie – patologici estremamente vulnerabili o disabili gravi – provvederanno già in questi giorni a chiamare genitori, tutori o affidatari per inserirli nei percorsi di vaccinazione (tranne come già detto per l’Ausl Romagna).
«Solo se entro la fine di aprile non verranno chiamati potranno comunicare la loro mancata presa in carico al proprio medico di medicina generale per l’opportuna segnalazione all’azienda Usl di competenza».