Per la prima volta dalla sua ordinazione episcopale, il vescovo di Imola mons. Giovanni Mosciatti ha celebrato la santa messa crismale nella mattinata di oggi, 1 aprile.
La messa del crisma viene infatti celebrata da tradizione il Giovedì Santo e l’anno scorso era stata rimandata per la sospensione delle celebrazioni causa Covid.
Questa funzione ha un’importanza centrale nella liturgia: nel corso della celebrazione infatti il vescovo consacra gli oli santi (vedi video sotto), che verranno usati durante l’anno liturgico per celebrare i sacramenti, dal Battesimo all’Unzione degli infermi. «Nella messa crismale del Giovedì Santo gli oli santi stanno al centro dell’azione liturgica – ha ricordato il vescovo nella sua omelia -. Ci accompagnano lungo tutta la vita: a cominciare dal Battesimo fino al momento in cui ci prepariamo all’incontro con il Dio Giudice e Salvatore. Sono il segno della Sua bontà e della Sua grazia».
A questa messa sono inoltre invitati tutti i presbiteri della Diocesi i quali, dopo l’omelia del vescovo, rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione sacerdotale.

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«Nella Chiesa l’olio consacrato è stato considerato, in modo particolare, il segno della presenza dello Spirito Santo, che a partire da Cristo si comunica a noi. Quanto abbiamo bisogno di questo dono! – ha ricordato monsignor Mosciatti -. Pensiamo alla prima comunità apostolica, che pure visse momenti di confinamento, isolamento, paura e incertezza. I discepoli, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano per paura, furono sorpresi da Gesù che «stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Anche oggi sentiamo questa paura ed incertezza. Tutti ascoltiamo i numeri e le percentuali che giorno dopo giorno ci assalgono; tocchiamo con mano lo smarrimento della nostra gente […] La fede ci permette di abbandonare la logica della ripetizione, della conservazione. Non dobbiamo aver paura di affrontare la realtà, non temiamo che sia la presenza del Risorto a tracciare il nostro percorso, ad aprire orizzonti e a darci il coraggio di vivere questo momento storico e singolare. Permettetemi questa grande sollecitazione di papa Francesco: “Lasciamoci sorprendere ancora una volta dal Risorto. Che sia Lui, dal suo costato ferito, segno di quanto diventa dura e ingiusta la realtà, a spingerci a non voltare le spalle alla dura e difficile realtà dei nostri fratelli”».

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