Rugby, dalla serie A in giù non si gioca. Imola ed EmilyA ferme al palo

La Federazione: «L’evoluzione della pandemia non consente di pianificare la ripresa dell’attività agonistica nazionale»

Foto Isolapress

«L’evoluzione della pandemia da Covid-19 in Italia non consente allo stato attuale di pianificare la ripresa dell’attività agonistica nazionale». In parole povere: niente rugby anche per la stagione 2020/2021. È la decisione comunicata ufficialmente dalla FederRugby nella serata di ieri, 1 marzo.
Anche l’Imola Rugby, iscritta al campionato di Serie B, sarà quindi costretta a fermarsi, al pari dell’EmilyA (società di Castel San Pietro che disputa il campionato di serie A femminile). Proprio la società di casa allo Zanelli-Tassinari aveva deciso il 20 febbraio di comunicare lo stop per una settimana «di tutta l’attività dal mini rugby alla prima squadra».

La federazione ha quindi deciso di dichiarare conclusi (in molti casi ancora prima di iniziarli) tutti i campionati dalla serie A in giù, ad eccezione del Top10. Dall’altro, però, garantirà comunque la partecipazione «facoltativa, organizzata a livello regionale o interregionale», ad allenamenti (singoli o congiunti) e a tornei «senza finalità di classifica, con libera partecipazione, flessibile e dal basso impatto economico per le società affiliate».
«L’auspicio – spiega Massimo Villa, presidente della compagine imolese – è che questa drastica decisione sia di esempio per ogni singolo cittadino a comportarsi con tutte le cautele possibili», così da «riportare la nostra città ad una situazione di sicurezza».