Lotta ai bocconi avvelenati, nuova campagna di sensibilizzazione in Bassa Romagna

Saranno affissi cartelli nelle aree verdi e di sgambamento cani. I numeri da chiamare in caso di ritrovamento

Foto di repertorio

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna scende in campo per combattere contro il riprovevole (e dannoso) fenomeno delle esche avvelenate abbandonate sulle strade e nei campi. «A partire da marzo – spiega l’Unione – saranno affissi manifesti e cartelli negli spazi pubblicitari cittadini e presso le aree verdi e le aree di sgambamento cani».
Com’è ormai purtroppo noto, le esche alimentari avvelenate causano atroci sofferenze e la morte di animali selvatici e domestici.
La campagna punta quindi a informare i proprietari di animali rispetto alle precauzioni da adottare, nonché le conseguenze a cui va incontro chi commette reati. «Uccidere animali selvatici o domestici con esche avvelenate è un reato punito con la reclusione da quattro mesi fino a due anni. L’articolo 674 del codice penale punisce inoltre chi getta sostanze tossiche nel suolo pubblico». Va infatti ricordato che l’uso delle esche avvelenate è un reato perseguibile per legge ed è potenzialmente pericoloso per le persone e l’ambiente.

«I cittadini – fanno sapere dalla Bassa Romagna – sono invitati a collaborare alla lotta contro questo fenomeno e a prendere alcune precauzioni, come l’utilizzo della museruola per le passeggiate con il proprio animale da compagnia (soprattutto in campagna) e l’utilizzo di guanti per raccogliere eventuali esche sospette. Ai primi sintomi sospetti di avvelenamento del proprio animale è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio veterinario di fiducia».
Bocconi, esche, lacci e oggetti sospetti che possono sembrare messi apposta per uccidere o catturare animali, carcasse di animali sia domestici, sia selvatici, casi sospetti o effettivi di intossicazioni e di avvelenamenti, vanno immediatamente segnalati alla Polizia locale della Bassa Romagna (telefono 800 072525), al Servizio Veterinario dell’Ausl della Romagna (0545 283083), alla Polizia provinciale (0544 258922), oppure ai Carabinieri Forestali (0544 247900).