Caro Direttore,
ho letto la lettera sulla questione delle tempistiche per l’oculistica e la relativa risposta della AUSL (vedi sotto, ndr). Possibile che non si possa fare niente per affrontare il problema? Una modesta proposta: potrebbe la AUSL offrire borse di studio a studenti imolesi della facoltà di Medicina affinché scelgano questa specialità, chiedendo di garantire ad esempio i primi 5 anni di lavoro nella nostra AUSL? Immagino che ci saranno da fare passi formali, burocratici, etc. etc. ma bisogna pur provare a fare qualcosa.
Grazie per l’attenzione,

Dania Tondini


Disservizio al reparto di Oculistica. La risposta dell’Ausl Imola

Spettabile Urp,
vi scrivo in merito a quello che sembra essere un “disservizio” del reparto di oculistica dell’Azienda Sanitaria di Imola. La scorsa settimana ho dovuto accompagnare una parente all’ospedale di Modigliana (peraltro in una bella giornata di sole invernale…) per una visita oculistica. Tramite la prenotazione nelle farmacie di Imola ed ugualmente col Fascicolo Sanitario Elettronico non è stato possibile effettuare alcuna prenotazione guardando fino al termine del 2021, questo probabilmente a causa dell’attuale emergenza sanitaria o comunque ad un blocco che il sistema poneva. In seguito poi alla visita specialistica, si è dovuto procedere con la prenotazione dell’intervento alla cataratta che sarà fatto in altra struttura ospedaliera al di fuori della Città Metropolitana. Pare che durante il tempo estivo la struttura di Castel San Pietro sospenda gli interventi sui pazienti affetti da tale patologia. Ora, mi pare che tutto questo per una città come la nostra non sia un bel vedere. Ho messo in conoscenza di tale comunicazione anche gli organi di stampa cittadini, perché credo sia giusto che i cittadini possano conoscere e giudicare i servizi ai quali hanno diritto. In attesa di una vostra cortese risposta, porgo distinti saluti.

Don Marco Renzi

La risposta dell’Ausl

Gentile Don Marco Renzi, come la direzione aziendale ha più volte ribadito pubblicamente, le note criticità del settore oculistico sono da imputarsi alla difficoltà di reclutamento di specialisti oculisti. In questi ultimi anni sono stati molti i bandi di concorso indetti e andati deserti, nella nostra e in altre regioni del Paese. Semplicemente non ci sono medici e i pochi disponibili hanno una vasta scelta di strutture sanitarie desiderose di assumerli. La “penuria” di professionisti del settore non risparmia infatti neppure il privato accreditato, a cui l’Azienda Usl di rivolge per garantire offerta aggiuntiva. Pertanto la domanda di prestazioni di oculistica supera l’offerta interna ed esterna, in un momento come quello attuale nel quale, peraltro, le misure di contrasto al rischio contagio obbligano ad effettuare una prestazione ogni 30 minuti anziché ogni 20 minuti, diminuendo ulteriormente il numero totale di visite ed esami che possono essere garantiti. Nonostante tutto questo, e nonostante il lungo periodo di chiusura delle prestazioni specialistiche dovuto alla pandemia, il confronto tra i dati di attività 2019 vs 2020 dell’oculistica ambulatoriale (di cui fanno parte anche gli interventi ambulatoriali di cataratta) mostrano un calo del 23,5%, del tutto fisiologico vista la pandemia, ed un recupero del 100% delle prestazioni che erano state rinviate. Nel contesto dato, i professionisti aziendali concentrano la propria attività prioritariamente nell’ambito chirurgico e nei controlli delle patologie croniche più severe, mentre al privato viene richiesto di garantire le prime visite. Le agende vengono rigenerate con grande frequenza, ogni qualvolta vengano offerte nuove disponibilità prestazionali, ma con altrettanta tempestività si riempiono, generando quei blocchi prenotativi temporanei che lei ed altri cittadini ci segnalano. La recente attivazione di un nuovo centro privato accreditato convenzionato con l’Azienda Usl costituisce un elemento di novità che speriamo essere in grado di ridurre questi disagi. Per quanto invece concerne la chirurgia ambulatoriale della cataratta, in un contesto in cui la pandemia costringe tuttora ad una riduzione dell’attività chirurgica maggiore, ritenere che le criticità dei tempi di attesa siano dovute alla sospensione estiva di 5 settimane è un errore. Tale riduzione è al contrario una modalità organizzativa che permette di concentrare le ferie del personale, che devono necessariamente e giustamente essere garantite, nel periodo dell’anno in cui gli stessi utenti sono meno disponibili a sottoporsi a pratiche medico-chirurgiche, per poter poi lavorare a pieno regime negli altri periodi (pandemia permettendo). Nel ringraziare per la segnalazione, sempre utile per permetterci di fornire ai cittadini le informazioni utili a comprendere meglio le situazioni nonché a migliorare i nostri servizi, salutiamo cordialmente.

Azienda USL di Imola