Castel Bolognese, simboli fascisti e «parole irripetibili» interrompono l’incontro online sulla legalità

Il Comune annuncia «provvedimenti attraverso la segnalazione alla polizia postale e per vie legali»

Piazza Bernardi a Castel Bolognese

«Parole irripetibili e simboli fascisti». L’incontro organizzato dal Comune di Castel Bolognese (rigorosamente in streaming) sabato 28 su Diritto al Lavoro – Caporalato e badantato: diritti individuali e diritti collettivi si è concluso con una denuncia alla polizia postale.
L’incontro «si è svolto attraverso la piattaforma “Zoom”, gestita dalla cooperativa sociale Villaggio Globale di Ravenna che ha reso pubblico il link per tutti quei partecipanti che, non essendo iscritti al social network Facebook, avevano il piacere di seguire l’incontro» spiega un comunicato del Comune in cui si denuncia l’accaduto.

Quando però la vice sindaca Ester Ricci Maccarini ha concluso il suo intervento e ha passato la parola al sindaco Luca Della Godenza, si è verificato l’imprevisto. Il sindaco di Castel Bolognese «non ha potuto parlare – spiega il Comune – in quanto 4-5 account, che si pensava fossero persone che avevano richiesto di accedere alla piattaforma per fare domande, hanno diffuso all’interno della chat della piattaforma prima simboli fascisti poi interferenze rumorose e parole irripetibili che l’host non è riuscito a rimuovere, dovendo poi chiudere la diretta ed il collegamento».

L’incontro è stato portato a termine con i soli relatori e consentendo al sindaco di parlare.
«Il Comune di Castel Bolognese condanna quanto accaduto e prenderà provvedimenti attraverso la segnalazione alla Polizia Postale e per vie legali».
Curiosità: gli interventi dell’incontro vertevano sulla necessità di diffondere la cultura della legalità. Una necessità davvero attuale, alla luce dell’accaduto.