Come è noto il partito comunista italiano nasce a Livorno il 2 gennaio 1921, a seguito della fuoriuscita dal partito socialista di un gruppo di suoi esponenti. Meno noto è invece che questa scissione è preceduta di poche settimane da un convegno di socialisti-comunisti tenutosi a Imola il 28 e 29 novembre 1920, di cui fa memoria una lapide posta nell’atrio del teatro comunale di Imola, che attesta lo svolgimento dell’evento in quel luogo, menzionando un intervento di Antonio Gramsci.
Tra gli oltre 400 partecipanti vi sono Anselmo Marabini, Antonio Graziadei e Nicola Bombacci. Il Diario (così si chiamava il nostro settimanale all’epoca) di quel periodo, sempre attento ai fermenti sociali e politici della città, dedica la sua attenzione al convegno. Ecco il testo comparso su Il Diario del 4 dicembre 1920 che riproponiamo qui ai lettori:

Un convegno nazionale comunista

Ebbe luogo domenica e lunedì. Domenica scorsa grande apparato di carabinieri, con perlustrazioni di cavalleggeri, e di agenti investigativi; come pure si notò un singolare rigurgito di “guardie rosse” che facevano capo a Palazzo Dal Pozzo, dove sulla torre, permasero individui in osservazione. La domenica passò calmissima. Alla sera i congressisti, al suono della banda e al canto dei loro inni, ebbero un ricevimento in Municipio. Il lunedì sera, tra l’indifferenza della cittadinanza, ebbe termine il convegno, che avrà una notevole eco al prossimo 17° congresso nazionale socialista in Firenze.
Il Diario politico amministrativo
“eco” degl’interessi locali,
4 dicembre 1920, p. 3.

Sul numero de Il Nuovo Diario Messaggero in edicola trovate il testo, un articolo di commento al convegno, sempre risalente al 1920 insieme a una riflessione del giornalista Claudio Caprara, già direttore di Sabato Sera e attento analista di questi temi