Studenti alle prese con la dad. Di nuovo

È mattina, la sveglia suona e io mi alzo, mi preparo e, invece di prendere lo zaino e andare alla fermata dell’autobus, mi siedo davanti alla scrivania ed entro su Meet. Di nuovo. Da una settimana, ormai, siamo tornati alla didattica a distanza e non sappiamo se questa condizione terminerà presto o sarà la quotidianità che ci accompagnerà per il resto di quest’anno scolastico. Devo ammettere che è veramente complicato, a volte, tra connessioni che saltano, ritardi, verifiche e interrogazioni. Io frequento il secondo anno al liceo classico di Lugo e, negli ultimi giorni, i miei insegnanti, soprattutto di latino e greco, stanno trovando molto complicato programmare compiti scritti, poiché, come si può intuire, svolgere una verifica in classe è ben diverso dal farne una a casa. Anche per noi studenti non è affatto semplice. A casa ci sono molte più distrazioni e, alla fine, anche non volendo, si perde il filo della spiegazione e ci si deconcentra. Per non parlare delle materie di ramo scientifico, come matematica e chimica. Se ho scelto il classico, evidentemente, c’è un motivo, e in più, spiegate a distanza, queste due discipline diventano veramente complicate. Non è per nulla facile seguire la spiegazione alla lavagna: le telecamere non sono un granché, non si riesce mai a vedere tutto ed è più il tempo che si perde a cercare di capire cosa c’è scritto di quello in cui si riesce ad ascoltare la spiegazione della professoressa. Questa situazione è veramente estenuante e spero termini al più presto, anche perché mi mancano i miei compagni e le risate con loro nei cambi d’ora, le brutte figure, i panini del bar del liceo, vedere i miei amici tutti le mattine… Questa situazione ci costringe, indirettamente, ad una sorta di isolamento. Accentuata dal fatto che alcuni insegnanti ci caricano di compiti credendo che, non dovendo andare a scuola, abbiamo più tempo a disposizione. Così finisce che non possiamo uscire a fare due passi nemmeno il pomeriggio. Però, nonostante molti credano che il virus ci stia rovinando gli anni migliori, io penso che questa situazione ci stia solo offrendo un modo diverso per approcciarci alla vita, apprezzando le piccole cose a cui spesso, noi giovani, non prestiamo attenzione. Certamente questa non sarà un’avventura semplice, ma sono convinta che sarà un’opportunità per scoprirci e capire che stare tra i banchi e, generalmente, in compagnia di altre persone con cui si possa avere un contatto diretto, è più bello che stare davanti ad un computer e vedere tanti pallini con le iniziali dei nostri nomi.

Nicole Tebaldi, 2ªBG,
liceo Ricci Curbastro Lugo,
indirizzo classico