Isolapress

«L’azienda non si è discostata dalle proposte precedenti».
Nella giornata di ieri, 4 novembre, la cessione della divisione shopfitting Cefla al gruppo svedese Itab si è arricchita di una nuova “puntata”.
Al tavolo, come spiegava Marzia Montebugnoli della Fim Cisl al nostro settimanale, i sindacati portavano una richiesta essenziale: la salvaguardia di almeno 3 anni con reintegro in Cefla per tutti i lavoratori della divisione.

Richieste non esaudite, stando a quanto comunicato dai sindacati, «anzi, l’azienda ci ha messo davanti ad una proposta divisiva: nel 2° e 3° anno, nel caso di esuberi, la possibilità di riassorbimento in numero molto limitato delle persone, ma andando ad agire sui contratti temporanei in quel momento presenti». Ovvero scegliere «chi condannare e chi salvare».

Intervistato dal nostro settimanale, il presidente Cefla Gianmaria Balducci ha affermato che la dirigenza è «convinta di avere già disegnato un perimetro di garanzie molto ampio, soprattutto partendo dal progetto industriale. Lo abbiamo detto varie volte e lo ribadiamo: la creazione della newco (che si chiamerà Imola Retail Productions, ndr) è la migliore soluzione non solo per Cefla ma anche per l’occupazione sul territorio e per chi lavora in quell’area di business. Ne siamo profondamente convinti».
Opposto il pensiero di Fim, Fiom, Uilm territoriali: «Ci è stato presentato un piano industriale senza numeri, dove alla voce investimenti si trova: non ci saranno disinvestimenti».



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