Rimborsi illeciti e finti straordinari, terremoto nel Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale

Otto dirigenti sospesi dall'incarico. Indagati per i reati di peculato, truffa ai danni dello Stato e falso ideologico

La sede del Consorzio in piazza Savonarola a Lugo

Auto di servizio usata per andare a giocare a carte al circolino e fare la spesa, uscite anticipate non segnalate, perfino la creazione di «un vero e proprio ‘sistema’ illecito di rimborsi chilometrici per conseguire, di fatto, una indebita integrazione dello stipendio». Questo è quanto sarebbe emerso da un’indagine coordinata dalla procura di Ravenna che ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari interdittive nei confronti di figure apicali del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, con sede in piazza Savonarola a Lugo.

Le indagini sono scaturite «da una fonte confidenziale che, agli inizi del 2019, avrebbe descritto una situazione della gestione interna del Consorzio caratterizzata da numerose e ripetute condotte illecite». Da lì l’attività investigativa di Polizia e Digos avrebbe permesso di ricostruire quello che la procura definisce «un sistema diffuso tra diverse figure direttive del Consorzio».

Tra le condotte finite nei fascicoli, «l’utilizzo dell’auto di servizio per scopi quali l’andare a giocare a carte con gli amici al circolo o al supermercato per fare la spesa, l’allontanamento sistematico dal posto di lavoro durante l’orario di servizio e la falsa attestazione di ore di lavoro straordinario».
A queste si aggiungerebbe anche «la creazione di un vero e proprio ‘sistema’ illecito di rimborsi chilometrici in base al quale alcuni capi reparto, assegnatari di auto di servizio, falsamente avrebbero attestato di aver utilizzato la propria auto privata per motivi di lavoro, chiedendo in seguito un rimborso spese per i chilometri percorsi ed in realtà non effettuati».

Le otto persone finite nel mirino della procura sono state sospese dall’incarico dai dodici ai sette mesi, a seconda della posizione degli indagati. Alla luce di quanto accertato nel corso dei mesi di indagine, gli otto soggetti risultano indagati per i reati di peculato, truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici aggravata.