Nuovo Dpcm, le precisazioni della Cei su messe e matrimoni

Corrado (ufficio comunicazioni sociali): «Invariato quanto previsto dal protocollo del 7 maggio»

Foto di repertorio . Isolapress
«Il Dpcm del 24 ottobre con le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 lascia invariato quanto previsto nel protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo». A rispondere alle richieste di chiarimento legate al nuovo Dpcm in vigore da oggi (lunedì 26) è il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, Vincenzo Corrado.
All’Art.1, p. 9, lett. q del nuovo Decreto si legge infatti che “le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7”.
Tra le indicazioni che rimangono quindi valide anche alla luce del nuovo decreto, la possibilità, durante lo svolgimento delle funzioni religiose, di non essere tenuti al distanziamento sociale per componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione e persone, non legate da vincolo di parentela, che però condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.
Potranno continuare a essere presenti cori (i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti). Durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina.