Affetta da sclerosi multipla: l’Usl di Imola dimezza la terapia. La risposta dell’Ausl

Spettabile redazione,
sono una paziente affetta da sclerosi multipla diagnosticata nel 2009 dopo anni di diagnosi incerte. Quindi ho passato anni in giro per ospedali senza conoscere la serietà della situazione. Il mio travaglio è cominciato all’età di 23 anni. A diagnosi certa, effettuata a Imola, dopo una serie di Risonanze Magnetiche, ho iniziato la mie cure al centro riabilitativo “Silvio Alvisi”. Sono stata seguita fin da subito, dal dott. Fabrizio Salvi neurologo del dipartimento di Neuroscienze dell’ Ospedale Bellaria. Tutto è filato perfettamente liscio fino alla chiusura causa Covid19. Lo specialista mi ha assegnato la terapia(ginnastica e piscina), che consiste in 20 sedute eseguite alla struttura accreditata “Spazio e Salute” sita in Bologna. Tutte queste terapie sono state regolarmente finanziate dalla azienda USL di Imola. Faccio presente che la patologia di cui sono affetta ottiene i migliori risultati con la Fisioterapia. Qual è il problema che mi è stato creato dal settore Cure Primarie dell’Azienda Usl di Imola? Ora mi spiego meglio… L’ufficio preposto con la firma del funzionario in data 21/09/2020 mi ha inviato unitamente al centro Spazio Salute una lettera per posta raccomandata, con la disdetta delle prestazione terapeutiche che effettuavo a Bologna. In sostanza l’USL sostiene che le prestazione previste possono essere erogate anche a livello locale. La cosa non coincide però con la prescrizione del mio neurologo. Il rapporto è di 20 sedute eseguite a Bologna con le 8 erogate a Imola. Faccio presente, nonostante la distanza, il beneficio ottenuto al Centro Spazio Salute con mie 20 sedute. Faccio anche presente che un fisiatra di Imola molto propenso all’ utilizzo dei farmaci, per giustificare la scelta dell’azienda sanitaria nel tagliarmi questo servizio esterno, sostiene che la scelta terapeutica del mio neurologo, sia un modo elegante per defilarsi dalla mia situazione. Ritengo questa affermazione molto grave! Io invece affermo di avere un notevole beneficio con le 20 sedute e, affermo anche, il mio diritto di curarmi dove ritengo più opportuno e giusto per la mia salute. Ricordo anche che l’articolo 34 della Costituzione Italiana sancisce il diritto alla Salute. Non sarà che qualcuno negli uffici dell’USL se ne sia dimenticato? Distinti saluti

Ada Totti

La risposta dell’Ausl di Imola

In relazione alla segnalazione della Signora Totti, l’Azienda Usl di Imola precisa che la normativa vigente prevede che le prestazioni sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale per persone disabili per qualunque causa, siano erogate dalle aziende sanitarie locali attraverso i propri servizi, salvo nei casi in cui l’Ausl non sia in grado di fornirle direttamente e debba quindi stipulare convenzioni con il privato. L’Ausl di Imola garantisce le prestazioni di riabilitazione presso la propria UOC di Medicina Riabilitativa. I cicli di riabilitazione constano di 8 prestazioni riabilitative con fisioterapista dedicato, a cui segue la rivalutazione del medico fisiatra per definire il proseguo del piano riabilitativo individuale sulla base dei progressi del paziente, che non significa affatto che vi siano limitazioni nella numerosità delle sedute terapeutiche. Nel caso specifico, in piena sintonia con le indicazioni fornite dai professionisti di Bologna, sono state stabilite 8 sedute di terapia riabilitativa sulla base di un piano terapeutico individuale e in continuità con il lavoro svolto in precedenza. Terminato il ciclo, il fisiatra effettuerà una valutazione dei progressi e degli obiettivi raggiunti e sulla base della stessa ridefinirà il piano riabilitativo individuale.

Ufficio Relazioni con il Pubblico Ausl Imola