Il dovere di informare e il diritto ad essere informati

Grazie a chi mi consente di ringraziare pubblicamente la comunità di Conselice, tutti i sindaci del comprensorio, il Sindacato e l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna, insegnanti e studenti, l’Associazione nazionale dei partigiani e i volontari che, anche quest’anno, hanno voluto onorare giornalisti e tipografi assassinati dai nazifascisti. Anno dopo anno Conselice, con la sua pedalina, simbolo della stampa clandestina, è davvero diventata una delle capitali nazionali della libertà di informazione e dell’articolo 21 della costituzione. Quella pedalina simboleggia la caparbia volontà di chi non ha mai voluto arrendersi al regime dei bavagli e ha tenacemente tenuta accesa la fiammella della libertà di parola e di opinione. Quello che colpisce è la grande partecipazione popolare all’evento, la partecipazione di insegnanti e studenti che, dopo aver studiato quelle pagine di storia, le fanno rivivere attraverso le loro testimonianze. La memoria non si riduce a commemorazione, ma diventa un seme che indica un futuro senza dittature, nel pieno rispetto della Costituzione, delle differenze e delle diversità. Per questo ci siamo permessi di chiedere alle autorità regionali, rappresentate a Conselice dalla vice presidente Elly Schlein, di promuovere una campagna di promozione e di sostegno che coinvolga i Comuni di Conselice, di Marzabotto, di Lizzano in Belvedere, dove è appena stato realizzato un centro dedicato a Enzo Biagi e altre realtà che hanno deciso di “adottare” l’articolo 21 della Costituzione che consta di due elementi: il dovere di informare e il diritto ad essere informati. Quando un cronista viene minacciato, insultato, colpito, l’aggressione non è rivolta solo contro di Lui o Lei, ma ha l’obiettivo di oscurare la comunità, di impedire ai cittadini di essere informati su malaffare, mafie e corruzione. Quando una comunità è “oscurata” diventa più facile portare a compimento i disegni criminali. Per questo, anche da Conselice, siamo tornati a chiedere al governo di assumere finalmente i provvedimenti da tempo attesi dai giornalisti italiani. Mi riferisco all’equo compenso perché ancora troppi cronisti, spesso nel mirino delle cosche, vengono pagati meno di cinque euro al pezzo, uno scandalo che lede gli stessi valori costituzionali. Manca ancora una legge contro le “querele bavaglio” scagliate contro chiunque osi “illuminare” le zone della corruzione. Queste denunce, quasi sempre, vengono archiviate senza mai arrivare in aula, ma il molestatore non paga pegno per aver aggredito il diritto di cronaca. Manca ancora, infine, una proposta di riforma dell’editoria che dia sostegno e dia forza alla voce del territorio, alimentando quel pluralismo editoriale senza il quale non può sussistere la libertà di informazione. Ci auguriamo che, il prossimo primo ottobre, a Conselice, si possa festeggiare l’avvenuta approvazione di alcuni di questi provvedimenti che non servono solo a editori e giornalisti, ma a tutte i cittadini e le cittadine che hanno nel cuore i valori dell’articolo 21 della nostra Costituzione.

Giuseppe Giulietti,
presidente della Federazione nazionale stampa italiana