Ma voi chi dite che io sia?

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Da un po’ di tempo la nostra Comunità sta riflettendo sulla do-manda di Gesù: “Ma tu, chi dici che io sia?”. Quando Egli rivolse questa domanda ai suoi discepoli, Pietro rispose per tutti: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli disse: Beato te, perché te lo ha suggerito il Padre! (Cfr Mt 16, 16-17) Mi chiedo: se Gesù facesse oggi questa domanda alla gente del nostro tempo, che risposta potrebbe avere? Mi hanno detto che sono molti oggi coloro che chiedono di essere “sbattezzati”. Come se l’appartenenza a Cristo fosse una vergogna o come se Cristo fosse un intruso nella vita dell’uomo. Sembra che pochi sappiano o riconoscano che Egli è l’unico Salvatore del mondo, perché è Dio, il nostro Creatore! Oggi si nota tanta confusione, anzi forse una precisa lotta proprio contro Cristo e quando la Comunità ripensa alla domanda come rivolta a sé, la risposta che ci viene più immediata, quasi come risonanza del gemito del Padre san Francesco è: “Tu sei l’Amore non amato”. Ho saputo che in questi giorni è anche stato pubblicato (ritirato dopo qualche giorno) un bando in una regione del meridione dove si diceva che sarebbero state finanziate le strutture turistiche che avessero tolto i simboli cristiani, diventando “Muslim Friendly”; cioè amichevoli nei confronti dei mussulmani. Abbiamo sentito un forte dolore. Cristo posposto a chi e perché? Se si deve, come è giusto, essere accoglienti, perché escludere Cristo? “Il Verbo si è fatto carne” scrive san Giovanni nel prologo del suo Vangelo. “Dio è Amore” scrive ancora san Giovanni nella 1ª Lettera. Ma sembra essere così difficile credere che quell’Uomo venuto duemila anni fa a dare la Sua vita per noi, fino a morire in quel modo su di una croce, sia l’Amore fatto carne. Amore, chi ti ama? Ci viene da chiedere. “Madre Chiesa dove sei?” si chiedono oggi i “piccoli” nella fede. Abbiamo bisogno di te. Abbiamo bisogno che tu ci insegni il coraggio di credere, che tu mantenga ferma la speranza nei nostri cuori oggi così confusi e smarriti. Madre Chiesa, pellegrinante nel tempo, perché non mandi grida di amore per difendere il tuo Amato? Duemila anni fa dormivi nell’orto degli ulivi, durante la tremenda agonia del tuo Sposo. E oggi? Sotto la croce, sul Golgota, monte di chi ama, a parte Maria, Giovanni, Maddalena, anime profondamente amanti, Egli si trovò solo e disprezzato. Tu dove eri? Oggi dove sei? Ti possiamo pensare vigile e attenta al suo dolore mentre il suo grido continua nei secoli: “Ho sete!”? Non è un modo di dire questo grido, non è sentimentalismo, è piuttosto una drammatica realtà. Un grido che continua nel tempo chiedendo amore, chiedendo anime. Voci isolate di sofferente amore sorgono dalle anime semplici del popolo che cercano luce, speranza, cercano un punto di appoggio sicuro. E spesso non lo trovano! A noi cristiani, figli della Chiesa, fossimo anche dei “chiamati”, farà bene chiederci: “Ma io ci credo?”. E ci farà altrettanto bene non dare una risposta affrettata perché la domanda è seria e sarebbe un problema una risposta superficiale, scontata o ipocrita. La fede porta con sé l’amore: necessariamente, perché “la fede è Dio” e Dio è amore. E l’amore cerca l’amato: sempre! La fede fa sanguinare il cuore perché l’Amato, in cui si crede, vale a dire a cui ci si appoggia affidando tutta la propria vita, invisibile ma visibilissimo, non solo non è corrisposto, ma è posposto alle cose futili e passeggere di questo mondo che accecano e confondono! Chiesa, nostra Madre pellegrinante nel tempo, dove sei? La tua fede è sufficientemente adulta per sostenere la nostra fede? Cristo conosce bene chi lo ama e sa soffrire con Lui per la salvezza del mondo. Conosce bene anche i sepolcri “imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro…” (Mt 23,27-32). Cristo ci conosce: fino in fondo. Possiamo ingannare noi stessi, ma lui no. Ci fosse qui, nella nostra Imola, un esercito di anime amanti! Fragili sì, magari con molti difetti, ma che sanno amare quel Cuore divino che tanto ci ha amati, fino alla pazzia dell’amore. L’amore non dà tregua al cuore quando l’Amato è misconosciuto o rinnegato o posposto! Voi “piccoli”, sconosciuti al mondo ma notissimi a Dio, sappiate che nel vostro dolore, non siete soli, noi Clarisse siamo con voi. Con la preghiera e il comune dolore che cerca amore per l’Amato, ci facciamo vostre compagne di viaggio: «Non abbiate paura! Gesù c’è, Lui è Dio in mezzo a noi col Suo corpo nella Eucaristia e ci ripete sempre con infinito amore “venite a Me, io vi ristorerò”, io vi darò sicurezza e pace». Se non trovate risposte degne di fede, sappiate che Gesù col suo intramontabile Vangelo è sempre lo stesso “ieri, oggi e sempre”. Ciò che avete imparato fino ad oggi tenetelo fermo: è la verità. Appare all’orizzonte la burrasca della menzogna, della non-verità, del paganesimo, dell’eresia. Nel nostro cuore sia sempre vigile la preghiera con la quale termina tutta la Sacra Scrittura: “Vieni Signore Gesù”! Maria unica stella nella notte del mondo, ci custodisca, come vera Mamma, sotto il suo manto e ci tenga tutti stretti (spero in molti) a Gesù.

Madre Marta Biasi