Quel cicalino in inglese

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Come già detto in altre occasioni, uno dei servizi meglio organizzati all’Ausl di Imola è rappresentato dal servizio di gastroenterologia al quale mi sono rivolto ieri. Faccio notare un particolare che, sicuramente riguarda anche altri servizi e che mi ha lasciato un po’ perplesso! Mi riferisco al cicalino che viene dato al paziente per essere chiamato poi dal personale di servizio. Sicuramente è efficiente e nello schermo vi è solo questa scritta:”when vibration or beep please go to station service”. Ora , dato che il servizio riguarda essenzialmente le persone oltre la cinquantina, non credo di sbagliarmi se l’80% dei pazienti non è a conoscenza della lingua inglese e, conseguentemente queste persone sono tagliate fuori in terra italiana. Gli americani coniarono il digital divide, io lo definirei meglio e più chiaro per i cittadini “razzismo informatico”. Credo, per concludere che l’utilizzo di termini inglesi, se indispensabili o comunissimi vadano bene, ma quando la nostra lingua a dovizia mette a disposizione l’equivalente del termine inglese, credo sia una sciocchezza mastodontica abdicare al nostro modo di comunicare per adottare una lingua, che seppur molto importante, non è più la lingua parlata dai 26 Stati europei ad eccezione dell’Irlanda! In compenso però oltre ad avere solo la lingua inglese sul cicalino, abbiamo le scritte in arabo per i vari servizi! Mi sorge un dubbio e come dice il comico cesenate Ferrini “non capisco, ma mi adeguo”.

Adriano Gini