Tante difficoltà e (finora) pochi iscritti, ma l’Estate ragazzi si farà

Tra protocolli da applicare e norme da rispettare, ecco l'elenco delle parrocchie della Diocesi che hanno deciso di organizzarla

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L’Estate ragazzi si farà anche quest’anno. Adattata alle norme del protocollo regionale per evitare la diffusione del virus, con meno parrocchie, meno posti e meno educatori… ma comunque si farà.
Rispetto allo scorso anno è tutto diverso. Il protocollo richiede, a parità di bambini iscritti, un numero maggiore di educatori maggiorenni, quindi un aumento dei costi per il personale.
Si aggiunge a questo il problema della responsabilità in caso di contagio, degli spazi da sanificare qualora le attività non si svolgano all’aria aperta e di far divertire dei ragazzi senza permettere loro di avere dei contatti o passarsi oggetti l’un l’altro.

«A fianco delle esigenze delle persone»
Al netto dei numeri profondamente diversi da quelli dello scorso anno (circa 650 gli iscritti finora), don Samuele Nannuzzi, responsabile della Pastorale giovanile, rivela: «Le iscrizioni al momento non sono tante. Tuttavia chi parte ha voglia di proporre un bel servizio nonostante le difficoltà del periodo. C’è il documento dei vescovi dell’Emilia Romagna che insiste su questo aspetto: la Chiesa è a fianco delle esigenze delle persone. Come facciamo le messe in forma insolita e in sicurezza, così possiamo fare l’Estate ragazzi».


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Enti gestori e contributi in Diocesi 

Sul territorio della Diocesi di Imola tra le parrocchie che organizzano l’Estate ragazzi ci sono: San Lorenzo di Lugo, San Bernardino, Massa Lombarda, San Gabriele di Lugo, Riolo Terme, Castel Bolognese e San Prospero.
A Lugo le scuole paritarie che accolgono i ragazzi durante l’estate sono l’Istituto Sacro Cuore, l’Istituto Maria Ausiliatrice e l’Istituto San Giuseppe delle Figlie di San Francesco di Sales.
A Imola l’Oasi Santa Teresa, le Scuole San Giovanni Bosco, Santa Caterina, il Patronato Fanciulli e le parrocchie di Santo Spirito e Croce in Campo sono tra le attività estive che collaborano con il Comune nel “Progetto per la conciliazione vita lavoro”, un contributo regionale che attinge da risorse europee a sostegno delle famiglie che devono utilizzare i servizi estivi per ragazzi dai 3 ai 13 anni.
Le famiglie aventi diritto possono richiedere un contributo economico massimo di 336 euro entro il 22 giugno. L’elenco dei campi estivi potrebbe subire integrazioni qualora nuovi gestori dovessero aderire al progetto. Invece per i contributi comunali, che sono cumulabili con quelli regionali, c’è tempo per presentare la domanda fino al 31 agosto.



Tutte le informazioni sui contributi sui siti del Comune di Imola e della Regione Emilia-Romagna