Caso buoni spesa a Imola, la Finanza: «123 autocertificazioni irregolari»

Le fiamme gialle hanno passato al setaccio 360 istanze, di cui 208 provenienti da nuclei familiari imolesi

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«Su 208 posizione analizzate finora, abbiamo riscontrato 123 irregolarità». A parlare è il tenente colonnello Porta Cosma della Guardia di Finanza. È scoppiato un caso a Imola sui buoni spesa del Comune, finiti al centro dei controlli delle fiamme gialle del comando di Bologna.
I finanzieri nelle scorse settimane «hanno avviato specifici controlli nei confronti dei percettori dei “buoni spesa”, di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità».
Vagliate tra Imola, Bologna e San Lazzaro 360 istanze, di cui ben 154 risulterebbero non regolari. La gran parte, come già detto, a Imola.

«Dall’attività ispettiva svolta sarebbe emerso come uno o più componenti dei nuclei familiari destinatari dei controlli nei mesi di marzo ed aprile avrebbero regolarmente percepito lo stipendio a fronte di rapporti d’impiego regolarmente in essere» oppure «sarebbero risultati percettori di Reddito di Cittadinanza o di indennità di disoccupazione, o già beneficiari di altre prestazioni sociali agevolate, così come risultante dalle informazioni fornite dall’Inps» fanno sapere da Bologna.

I controlli si sono concentrati soprattutto sui nuclei familiari ampi, ovvero quelli a cui era destinato il bonus maggiore (come si legge sul sito del Comune, ndr).
«Le irregolarità riscontrate saranno oggetto di segnalazione alla locale autorità giudiziaria – comunica la Finanza – per le ipotesi di mendace autocertificazione ed indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché ai competenti Comuni per il recupero dei contributi erogati».
I controlli delle domande sono ancora in corso.