Isolapress

Riportiamo integralmente il messaggio del vescovo mons. Giovanni Mosciatti in occasione dell’ingresso dell’immagine della Madonna del Piratello in cattedrale.


Carissimi,
Viviamo questa sera un momento di grande gioia ma nello stesso tempo di grande trepidazione. La nostra comunità riceve la Madonna del Piratello in questa cattedrale, cuore della nostra città. In quella dolce e preziosa effige noi riconosciamo la sollecitudine, la materna e premurosa protezione di Colei che è per noi profondamente Madre e che ci indica e ci offre Gesù, la nostra salvezza. In Lei riconosciamo che le parole di Gesù nel Vangelo di oggi sono proprio vere: “Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.” Ti riconosciamo o Cristo perché tu vivi e noi con te viviamo, con Te la morte è sconfitta.
Siamo però pieni di preoccupazione e di trepidazione. L’esplosione della pandemia, che tra l’altro ci costringe questa sera a compiere il solenne ingresso della Madonna a porte chiuse e collegati in video, ha rappresentato davvero una «irruzione della realtà» nelle nostre vite. La realtà ha messo a nudo la nostra fragilità e insieme risvegliato le nostre domande di significato. Le circostanze hanno scombinato tutti i nostri progetti e ci hanno chiamato a rispondere, a prendere sul serio la nostra vita.
La realtà non ci dà tregua e ci costringe a fare i conti con le domande che ci costituiscono come uomini e che tante volte avevamo messo da parte: qual è il significato dell’esistenza? Perché ci sono il dolore e la morte? Perché vale la pena vivere?
Ma proprio da qui, da queste nostre domande che già questa sera presentiamo a te, o Maria, noi riconosciamo la nostra vera umanità e tu ci indichi la strada per camminare.
Ce lo ha ricordato con forza Papa Francesco il 27 marzo, durante quel momento straordinario di preghiera in quella Piazza San Pietro vuota. Cristo riconosciuto in mezzo a noi, trasforma ogni deserto in via percorsa con Lui. Egli è capace di «smascherare la nostra vulnerabilità», di ribaltare le «false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende», di farci toccare con mano quanto abbiamo bisogno di Cristo Risorto. È un’occasione preziosa.
È «il tempo del nostro giudizio». Non «del tuo giudizio», ha detto Francesco rivolgendosi a Dio con coraggio, ma «del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è». È un passo di conoscenza nuova, di noi stessi e della realtà. Ci viene chiesto proprio uno sguardo. A chi guardare, cosa cercare.
Ecco perché siamo qui questa sera o Maria. Siamo qui perché guardando Te capiamo la strada, possiamo iniziare a camminare. Tu ci inviti, ci richiami a guardare al Mistero che porti in braccio, a riconoscere che la Sua presenza riempie l’istante e quindi soddisfa pienamente il nostro cuore, in qualsiasi circostanza e condizione ci troviamo.
Sì o Maria, tu ci richiami che in fondo il vero pericolo che incombe sulla vita non è la minaccia della morte, ma la possibilità di vivere senza senso, di vivere senza essere tesi ad una pienezza più grande della vita e ad una salvezza più grande della salute. Questi giorni allora sono per tutti un’occasione di stare davanti al Mistero, a riconoscere che il Signore, proprio ora, ci viene incontro in mezzo alla tempesta delle circostanze e delle nostre angosce e ci rinnova il dono della sua presenza amica, che sconfigge la nostra fragilità piena di timore.
C’è però un compito che siamo chiamati ad assumere in modo specifico in questi giorni: riconoscere il nostro male e chiedere perdono e poi l’offerta della preghiera, della supplica che mendica la salvezza, per noi e per tutti. È questo il senso delle “Rogazioni”. Nel latino rogare vuol dire pregare, chiedere aiuto, protezione, liberazione dal male. E questo corrisponde al nostro cuore, al nostro umano.
E allora, come sempre ti hanno invocato i nostri padri, anche noi questa sera, davanti a te ripetiamo: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, Madonna del Piratello! Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.”

Per rivivere l’ingresso della Beata Vergine in San Cassiano, fai click qui per rivedere la diretta streaming della celebrazione.



Il programma delle rogazioni 2020