«Spagnoli e Poggi hanno fatto grandi cose. Hanno avuto la disponibilità economica e l’hanno fatta fruttare». I complimenti, non scontati, arrivano da chi, prima dell’attuale dirigenza, aveva in mano l’Imolese: Mauro Lelli. «Il problema, però – prosegue l’ex patron rossoblù – è che dietro di loro c’è il vuoto. Se questa società se ne andasse da Imola, la serie C e il calcio professionistico ce li sogneremmo».

Col Comune, però, i rapporti non sono proprio idilliaci.
Politica e calcio, spesso e volentieri, non vanno d’accordo. Lorenzo e Fiorella (Spagnoli e Poggi, ndr) hanno fatto un lavoro meraviglioso, spendendo tanto, di tasca loro, per creare un centro tecnico all’avanguardia in Pedagna. La voglia di fare, purtroppo, si è scontrata con una politica che non aveva una linea comune. Pensiamo alle torri faro: l’Imolese si è trovata in mezzo al fuoco incrociato di amministrazione e Area Blu che si rimpallavano le colpe sui ritardi. Il Comune avrebbe dovuto prendere in mano con chiarezza la questione. Lo stadio è troppo importante.

Sembra, però, che la strada buona sia stata imboccata.
Sì, ma con un colpevole ritardo di due anni. Una società sportiva deve programmare a lunga scadenza, non può stare ferma ad aspettare. Altrimenti il Comune avrebbe dovuto dire, onestamente: “Fermatevi, non siamo in grado di sostenere questi lavori. Vediamo di trovare un’altra soluzione”. Questo non è stato fatto e i toni, via via, si sono esasperati…

L’intervista completa a Mauro Lelli è disponibile sul numero 12 del nostro settimanale!
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