120 anni di giovinezza

85

Il prossimo 13 ottobre il nostro settimanale taglia il traguardo dei centoventi anni di vita. «Discutere serenamente ed oggettivamente i principi e i sistemi a cui informare la vita cittadina, l’indirizzo da seguirsi nell’amministrazione della cosa pubblica, proporre le riforme più adatte ad ottenere col minimo sforzo il massimo sviluppo economico del paese, propugnare e diffondere il sentimento della morale cristiana, il rispetto e l’osservanza della religione per raggiungere il risanamento dallo scetticismo che intristisce e travia l’anima del nostro popolo, ecco in breve il programma che ci proponiamo di svolgere nei limiti delle nostre forze». Queste frasi sono tratte dall’editoriale di esordio de L’Eco della Diocesi e del Circondario di Imola, il settimanale che è oggi Il Nuovo Diario Messaggero, dopo l’unificazione tra il settimanale imolese Il Nuovo Diario e quello lughese Il Messaggero, avvenuta nel 1983. Sono parole di sorprendente attualità, che nel prosieguo dell’editoriale sono declinate in termini di giustizia sociale, rispetto dei diritti e doveri delle persone, misura nelle contese politiche, superamento del conflitto tra capitale e lavoro, ruolo della stampa nel propugnare attenzione alle persone, senza eccessi e toni sguaiati. La lettura integrale di questo testo restituisce lo scopo per cui questa testata è nata: rispondere ad un bisogno reale di punti riferimento, valutazione dei fatti, notizie, proposte e giudizi sulle cose, senza supponenze né timidezze, offrendo il punto di vista ecclesiale cattolico e mostrandolo in tutta la sua bellezza, bontà e capacità di rispondere alle esigenze della persona e della comunità del suo tempo, che si rivelano solo all’apparenza in modo sorprendente costanti e identiche in ogni tempo. La celebrazione degli anniversari è utile se induce i soggetti coinvolti a volgere lo sguardo al cammino percorso, non per indulgere a ripiegamenti nostalgici, ma ritrovare il senso dell’azione intrapresa e per dotarla di nuovo slancio e capacità di rispondere ai bisogni del presente. Diverse iniziative sono in cantiere per celebrare questo anniversario nel prossimo autunno. Di esse vi daremo conto nelle prossime settimane, e sin d’ora rivolgiamo un appello ai nostri lettori per fornirci immagini, testimonianze e ricordi della vita del giornale nei decenni, passati. Già da questo numero la testata del nostro settimanale viene rinnovata graficamente e dotata di un simbolo dei 120 anni, elaborato in chiave attuale su simboli grafici del passato. Un piccolo segnalibro della memoria per tenere a mente questo appuntamento. Il nostro giornale ha avuto sino ad oggi otto direttori. Dalla loro esperienza si trae un insegnamento costante: nessuno di loro – e certamente non chi scrive – avrebbe potuto realizzare quanto ha compiuto senza l’apporto fondamentale di redazione, amministrativi, collaboratori e lettori, che hanno fatto e sostenuto il settimanale diocesano, conducendolo ben oltre il secolo di vita, non senza fatiche, dolori (!), errori e contraddizioni, in qualche modo alleviati dalla rasserenante certezza di non agire per se stessi, ma in obbedienza e sintonia con i vescovi (Ubi episcopus, ibi Ecclesia) come strumento di servizio della Chiesa locale, che essendo ad un tempo universale pone i mezzi di cui dispone a servizio dell’intera comunità civile, realizzando la sua cattolicità nell’ambito territoriale in cui è chiamata ad operare. Uno strumento non serve a nulla se non viene utilizzato, e viene utilizzato solo se è utile ad uno scopo benefico per chi lo usa. Il Nuovo Diario Messaggero lo è stato per 120 anni. Riuscirà ad esserlo per altri 120 e oltre se sarà fedele ai motivi per cui è sorto, cioè il bene delle persone comunità ecclesiale e civile della nostra diocesi. Una sfida ardua, ma proprio per questo avvincente e affascinante. Ad multos annos!

Andrea Ferri @dirnuovodiario