Andrea Costa, monta la protesta dei tifosi. Affisso uno striscione davanti alla sede

Domani incontro tra dirigenza, squadra e staff per affrontare il tema delle mensilità arretrate. Il gruppo Onda d'Urto 1993: «A tutto c'è un limite»

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Foto Isolapress

«Prese in giro, bugie e mezze verità». Comincia così il lungo post pubblicato dalla tifoseria organizzata Onda d’Urto 1993 nella serata di ieri, lunedì 10 febbraio. «Fino a questo momento siamo rimasti in silenzio solo ed esclusivamente per il bene dell’Andrea Costa e per rispetto di quei due colori che probabilmente, ad oggi, soltanto noi amiamo.
A tutto però c’è un limite e dopo quello che è successo negli ultimi giorni non potevamo più rimanere in silenzio».
Poche ore dopo la sconfitta dell’Andrea Costa a Milano, era arrivato un comunicato, diffuso dalla Giba (il sindacato dei cestisti italiani), con cui i giocatori dell’Andrea Costa e lo staff tecnico reclamavano il pagamento degli stipendi, fermi a novembre. Un tema affrontato dall’ad Gian Piero Domenicali in conferenza stampa non più tardi di giovedì scorso. Secondo quanto riferito dall’amministratore unico, però, il ritardo sarebbe di un mese.
«Il tempo delle c…te è finito – lamenta invece lo striscione affisso dai tifosi davanti alla sede lunedì sera -. La nostra comprensione: un ricordo sbiadito».
Domenicali, comunque, dovrebbe incontrare la squadra e lo staff tecnico nel pomeriggio di mercoledì (domani) per fare luce sulla situazione e, possibilmente, risolvere la questione. Anche perché il 18 febbraio l’Andrea Costa dovrà presentare alla Comtec (la Commissione tecnica di controllo della Fip) le liberatorie, firmate dai giocatori, che attestano il pagamento delle ultime mensilità. Ed evitare così una penalizzazione di punti già in questa stagione. Entro marzo, poi, oltre ai 700mila euro già preventivati dai soci, la società dovrà reperire 300mila euro per poter garantire alla squadra l’iscrizione alla serie A2 2020-21 e un’annata meno sofferta di quella in corso. Se così non sarà, potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di vendere il titolo sportivo e ripartire dalla serie B.
«Avvisiamo fin d’ora – prosegue ancora il post dell’Onda d’urto 1993 – che, a partire da oggi, non avremo pace finché questa situazione non avrà un lieto fine, così come non ne avremo se invece il lieto fine non ci sarà».