Sull’Archivio Carducci

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Egregio Direttore, ho letto con molto interesse l’articolo, apparso sul primo numero del Suo settimanale, relativo al dibattito sulle classi differenziali nelle Scuole Carducci agli inizi degli anni ’50. Si accenna all’ “adunanza” del settembre 1954 della direttrice Velia Pelloni sull’argomento “classi differenziali sì-no”, ma io desidero accennare alla mia esperienza all’inizio dell’anno scolastico 1952/53 alle Scuole Carducci, quando, in terza elementare mi trovai in una classe col maestro Lino Ramenghi (il maestro ” L. ” dell’articolo) e con molti compagni ripetenti ed alcuni, come me, provenienti dalla seconda. Mi trovai un po’ spaesato in mezzo a quei molti compagni “grandi”, tanto più che io ero il più piccolo (avrei compiuto 8 anni nel mese di gennaio…). Il maestro Ramenghi mi chiamava “Topolino”! Negli anni settanta, nel corso di una visita al maestro Ramenghi (una persona verso la quale ho sempre nutrito una grande “venerazione”), la conversazione cadde su quel 1952 e lui mi raccontò che nel settembre 1952, in fase di composizione delle classi, la direttrice Velia Pelloni lo convocò e gli chiese se fosse disponibile ad avere una classe “terza” con tutti ripetenti. Il maestro Ramenghi rispose:”Sono disposto ad avere i ripetenti, assieme ad un piccolo gruppo di alunni provenienti dalla “seconda”. Quindi, già due anni prima di quell’ “adunanza” del 1954 , il maestro Lino Ramenghi aveva iniziato un ‘ esperienza che si sarebbe dimostrata positiva. Cordiali saluti.

Gianni Cavina