Notte del liceo classico, il Rambaldi di Imola apre le sue porte alla città

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I Latini Cantores con il prof. Frattolillo

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la Notte nazionale del liceo classico. Perché? Per dare risposta alla classica (si perdoni il gioco di parole) delle domande: “perché studiare due lingue morte quali greco e latino?”.
Il ciclo di appuntamenti che andrà in scena domani, venerdì 17 gennaio, a partire dalle 18 al liceo Rambaldi di Imola servirà a dimostrare che il percorso classico, nonostante tutti gli attacchi subiti in quegli anni, è ancora pieno di vitalità e popolato da studenti motivati, ricchi di talenti e abilità.

Ragazze e ragazzi dell’istituto di via Garibaldi saranno protagonisti insieme ai loro insegnanti per raccontare al pubblico che tradurre e studiare i classici non è poi così noioso. Così ci sarà spazio per ascoltare i Latini cantores, un gruppo di ragazzi che, guidati dagli insegnanti Maurizia Dardi e Raffale Frattolillo, musicano testi di autori latini e greci, creandone veri e propri brani da cantare e suonare (qui il video di una loro esibizione).
Essendo in Romagna, non poteva poi mancare un momento dedicato al cibo e alla tavola: i liceali hanno pensato a un approfondimento sul simposio nel mondo classico. Mentre per chi è appassionato di diritto si parlerà dei processi ad Atene e a Roma.
Gli alunni del classico Rambaldi hanno pensato anche allo sport con un approfondimento sulla lotta attraverso i secoli, ma anche a un’esibizione di lotta greco-romana.
Sfileranno, poi, le divinità del mondo classico e Alcesti sarà protagonista di uno spettacolo teatrale.


Sul numero de Il Nuovo Diario Messaggero in edicola le testimonianze di Anna e Davide, studenti del Rambaldi che spiegano come il liceo serva «a non limitarsi a conoscere solo ciò che ci permette di sopravvivere». Accanto alla loro testimonianza anche quella dell’ex liceale Jacopo Lanzoni, ora ingegnere informatico che però non ha mai dimenticato l’amore per Ovidio e Omero.