Mezzi a motore nelle aree verdi di Imola

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Domenica 29 Dicembre, alle 7:50, stavo camminando sul marciapiede della pineta di viale Guerrazzi, di fronte al civico 7, a Imola, quando per poco non sono stato investito da un mezzo addetto alla raccolta dei rifiuti che procedeva a una velocità irragionevole su quel tratto ciclopedonale. Il mezzo era un Piaggio Porter. Alle mie decise rimostranze sulla sua condotta, il conducente ha sostenuto che la colpa era tutta mia, perché avevo “fatto uno scarto improvviso non dandogli la precedenza”. Ne è seguito un alterco durante il quale questa persona, oltre ad avermi insultato, ha anche tentato di alzare le mani su di me. Ha inoltre sostenuto che, essendo autorizzato a circolare in quella pista ciclabile, lui poteva benissimo fare quello che stava facendo. E comunque aveva molti più diritti di me giacché stava svolgendo un pubblico servizio, per di più con il disagio di doverlo fare all’alba della domenica e sotto Natale, mentre io che non sapevo come far sera – prova ne sia che perdevo tempo passeggiando – potevo benissimo starmene tranquillo. Al di là della spiacevolezza dell’episodio, quel che è grave è che, a monte, venga permesso a chi si occupa dell’igiene pubblica di invadere con mezzi motorizzati spazi protetti. Quel tratto di pineta è costeggiato da due viali (Guerrazzi e Zappi) per un totale di tre corsie carrabili: costerebbe tanto fare circolare i camioncini sulla strada, invece che sul marciapiede? Il tema peraltro interessa anche altre aree verdi della città. Alle Acque Minerali non solo ho notato altre volte mezzi della raccolta rifiuti procedere in modo molto rischioso per pedoni e ciclisti: nella stessa mattinata di domenica 29 ho incrociato una Škoda Superb Wagon grigia, verosimilmente privata, di cui non ho purtroppo avuto modo di annotare la targa, viaggiare nella pista ciclabile che fiancheggia il monumento a Senna e risalire davanti al Cacciari a un’andatura a sua volta incoerente con le esigenze di un parco. Sin qui non è successo niente. Ma la volta che il pedone non riuscisse a scansarsi – esiste il diritto a essere bambini e anziani! – chi rilascia i permessi e chi li interpreta in modo sciagurato potrebbe incorrere in conseguenze, anche penali, rilevanti. La stalla è meglio chiuderla prima che scappino i buoi. Non dopo.

Lettera firmata