Da Montecatone alle Paralimpiadi, lo sport come percorso riabilitativo

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Oltre duemila pazienti avviati allo sport in 16 anni.
Il Montecatone Rehabilitation Institute si conferma ai primi posti a livello nazionale anche per quanto riguarda l’attività sportiva, vista «come tassello strategico dentro un più ampio mosaico terapeutico».

«Questo anche grazie alla collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (sezione dell’Emilia-Romagna) – fanno sapere dall’istituto imolese -, che mette nelle disponibilità del MRI la professionalità degli istruttori federali e l’utilizzo delle strutture d’area».

Nuoto, tennis e basket in carrozzina, tiro a segno, tiro con l’arco, tennis tavolo ma anche scherma, golf, handbike, vela, canoa, sci, e arrampicata. Tredici discipline viste «come parte essenziale del processo riabilitativo dalla disabilità, stimolo al risveglio psicomotorio o carburante per affrontare nuove, insperate sfide».

I numeri del progetto sono importanti, con un terzo di pazienti “arruolabili” che ogni anno partecipano al percorso. Con risultati straordinari anche dal punto di vista qualitativo «con una decina di partecipazioni alle Paralimpiadi a far data dall’edizione 2008».

Rgs (Rieducazione tramite Gesto Sportivo) è il nome del progetto che abbina riabilitazione e sport rientrante nel concetto di riabilitazione globale del paziente riaccompagnato nella sua vita tenuto conto di tutti gli aspetti di cui necessita. «Per poterlo fare – spiega Davide Villa, fisiatra, coordinatore area day hospital e ambulatori e responsabile in Istituto del percorso RGS – è indispensabile disporre di un’equipe multidisciplinare impegnata su un programma riabilitativo personalizzato».